Favori&Giustizia, pm chiede condanna per due dirigenti Asl Lecce

Ottavio Narracci

Quattro anni e 7 mesi per Ottavio Narracci, ex direttore  dell’Azienda sanitaria locale, e 6 anni e 7 mesi per Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale: sono entrambi imputati per corruzione nel processo con rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta sull’ex magistrato Emilio Arnesano, per il quale la è stata avanzata richiesta a 12 anni e sei mesi


di Stefania De Cristofaro


LECCE – Corruzione nei rapporti tra due dirigenti della Asl di Lecce e l’ex magistrato della Procura salentina: la pm titolare del fascicolo Favori&Giustizia ha chiesto la condanna a 4 anni e 7 mesi per Ottavio Narracci, ex direttore  dell’Azienda sanitaria locale, e a 6 anni e 7 mesi per Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale. Entrambi sono imputati nel processo con rito abbreviato che pende dinanzi al Tribunale di Potenza, di fronte al quale è in corso anche il dibattimento per l’ex magistrato Emilio Arnesano,
ritenuto figura di primo piano e nell’inchiesta che due anni fa travolse gli uffici della procura di Lecce.

 

LA REQUISITORIA DELLA PM DI POTENZA NEL PROCESSO CON RITO ABBREVIATO

La requisitoria porta la firma della pm Anna Gloria Piccininni, la stessa che lo scorso 30 novembre ha chiesto la condanna di Arnesano alla pena di 12 anni e sei mesi di reclusione, sostenendo che udienza dopo udienza si sono venute a formare tutte le prove per ottenere il riconoscimento della responsabilità penale dell’ormai ex pm in servizio a Lecce (dopo essere stato a Brindisi).

Le richieste di pena a carico di Narracci e Siciliano  sono state conteggiate applicando la riduzione di un terzo, legata alla scelta del rito alternativo a quello ordinario. Le sentenze dei due tronconi processuali conseguenti alla stessa inchiesta sono attese per il  mese di gennaio. Le prossime udienze sono dedicate alle arringhe degli avvocati difensori. Narracci è assistito dai penalisti Cesare Placanica del foro di Roma e Giangregorio De Pascalis del foro di Trani, Siciliano dai penalisti Amilcare Tana e Nicola Buccico.

L’INCHIESTA FAVORI&GIUSTIZIA DELLA GUARDIA DI FINANZA

Le figure dei due dirigenti Asl sono venute a galla nel corso delle indagini su Arnesano, man mano che sono stati ricostruiti i rapporti dell’ex magistrato. Gli accertamenti condotti dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, sfociati nel blitz del 6 dicembre 2018, hanno portato a contestare alcuni episodi corruttivi.

Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio è l’accusa mossa ad Arnesano, nel frattempo sospeso dal Csm, in concorso con Siciliano e Narracci e con Giuseppe Rollo e Giorgio Trianni. Solo quest’ultimo ha già chiuso il conto con la giustizia, avendo patteggiato a un anno e dieci mesi di reclusione.

“Arnesano  metteva a disposizione la sua funzione giudiziaria in cambio di utilità sia di contenuto economico che altro, come un trattamento di favore in occasione della prenotazione di visite mediche e interventi”

Si legge nel capo d’imputazione. In questo “accordo corruttivo Arnesano garantiva reiteratamente a dirigenti e medici della Asl l’esito positivo di procedimento giudiziari”.

I RAPPORTI TRA ARNESANO, NARRACCI E SICILIANO

Il pm Arnesano avrebbe 

“favorito l’esito del processo a carico del direttore Asl Ottavio Narracci in cambio di uno sconto di 17mila euro sulla barca di 11 metri acquistata dal dirigente Asl Carlo Siciliano, suo amico”.  

Lo stesso Arnesano, inoltre, avrebbe chiesto di essere il pm d’udienza nel processo a carico di Narracci, imputato con le accuse di peculato e abuso d’ufficio: in sede di discussione chiese l’assoluzione perché il fatto non sussiste, conclusione a cui poi giunse il Tribunale di Lecce.

L’ASSUNZIONE DEL FIGLIO DELL’EX PM E L’ASCOLTO DELL’IMPRENDITORE RICCHIUTO

Nel corso del dibattimento, la pm ha formulato nuove accuse nei confronti di Arnesano, in relazione ai rapporti con Ottavio Narracci, in qualità di ex direttore generale della Asl di Lecce, e con Carlo Siciliano. E ha confermato questa impostazione nel processo in abbreviato.

Secondo la Procura, Narracci avrebbe procurato l’assunzione di un amico dell’ex magistrato, in una società di trasporti, con contratto a tempo determinato, per un periodo di 18 mesi. Arnesano, inoltre, avrebbe ottenuto l’assunzione del figlio tramite Siciliano, in due società dell’imprenditore Tommaso Ricchiuto: la prima alle dipendenze dell’Igeco Costruzioni Spa, dal 27 novembre 2014 al 26 maggio 2015, la seconda con Omnia Spa, società del gruppo Igeco, dall’8 giugno al 9 novembre 2015. Quest’ultimo rapporto di lavoro venne interrotto prima della naturale scadenza del contratto.

Ricchiuto, ascoltato come testimone nel dibattimento, ha escluso questa ricostruzione sostenendo che il figlio di Arnesano partecipò a una selezione e ha spiegato anche l’occasione in cui incontrò Arnesano, riferendo di una festa al porto di Brindisi.

 

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