Covid 19, contagi in 70 carceri da Nord a Sud: anche in Puglia

I dati censiti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: positivi al virus 537 detenuti e 728 operatori. La situazione più critica nei penitenziari della Lombardia: tra Milano e Monza i reclusi contagiati sono 84. A Napoli 57. L’allarme del segretario generale del sindacato Uilpa, Gennarino De Fazio: “Aumento vertiginoso”

 

Di Stefania De Cristofaro

 

ROMA – Aumentano i contagi da Covid 19 nelle carceri italiane. Da Nord a Sud, sono 70 i penitenziari in cui, fino a domenica scorsa, sono stati accertati casi di positività al virus: i detenuti contagiati sono 537 a cui si aggiungono 728 operatori, fra personale amministrativo e poliziotti, stando ai dati censiti dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

IL CENTIMENTO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

I numeri sono contenuti nell’ultimo report dell’Ufficio capo dipartimento- Ufficio III – Attività Ispettiva e di Controllo e si riferiscono al censimento tra popolazione carceraria e personale impiegato negli istituti penitenziari, aggiornato all’8 novembre scorso. Dati preoccupanti per il sindacato Uilpa della polizia penitenziaria:

“Siamo di fronte a un vertiginoso aumento dei contagi in carcere”

Dice il segretario generale della sigla sindacale, Gennarino De Fazio.

“I dati parlano chiaro: sino al 5 novembre scorso, i detenuti positivi erano 448 e in tre giorni appena siamo passati a 537, 24 dei quali sono ricoverati in strutture sanitarie o gestiti dal servizio 118”, prosegue Da Fazio. “Quanto al personale, il numero dei positivi era pari a 574 al 5 novembre e in meno di tre giorni, si è passati a 728”.

NELLE CARCERI DELLA LOMBARDIA IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGI

La situazione più critica, dati alla mano, si registra nella regione Lombardia, dove fra le carceri di Milano e Monza, i detenuti risultati positivi al Covid sono 84, ai quali si aggiungono 31 contagiati fra il personale delle strutture. Nel carcere di Bollate, i detenuti contagiati sono 52 e 15 sono i poliziotti della penitenziaria.

Complessivamente, in Lombardia sono stati registrati 158 casi di positività fra i detenuti e 103 fra i poliziotti.

LA SITUAZIONE NEI PENITENZIARI DELLA CAMPANIA, DELLA  PUGLIA E DELLA CALABRIA

In Campania, nella casa circondariale di Poggioreale è stato accertato il maggior numero di positivi al Covid: 57 fra i detenuti, 49 tra il personale. A Secondigliano, sempre in provincia di Napoli, sono 49 i poliziotti della penitenziaria risultati positivi mentre i detenuti sono sette. A Santa Maria Capua Vetere, quattro detenuti contagiati e 21 tra il personale.

In totale, in Campania, i casi di positività accertata fra i detenuti sono 71, ai quali vanno ad aggiungersi 154 casi registrati tra il personale della polizia.

Questa è la situazione nelle carceri della Puglia: nella casa di reclusione di Altamura, un detenuto positivo e uno del personale; nel carcere di Bari due detenuti e un agente positivi; a Foggia 17 positivi tra il personale; a Taranto un detenuto e 12 agenti; a Trani un detenuto e 12 poliziotti.

Nessun caso è stato segnalato nel carcere di Brindisi. Zero casi anche nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, e a Trani. Complessivamente nelle strutture pugliesi, il censimento indica la positività al Covid di cinque detenuti e 31 agenti della penitenziaria.

Nei penitenziari della Calabria sono due i detenuti contagiati, ai quali vanno ad aggiungersi undici poliziotti.

I CASI DI POSITIVITA’ AL COVID ACCERTATI NELLE ALTRE REGIONI ITALIANE

Nelle regioni Marche ed Emilia Romagna (accorpate ai fini del censimento del Dap) i casi di positività fra i detenuti sono undici, mentre tra gli agenti si sale a 40. Nelle regioni Lazio, Abruzzo e Molise (accorpate ai fini del censimento del Dap), il totale dei detenuti contagiati è pari a 62, quello degli agenti è pari a 91 più 19 tra il personale amministrativo.

Nelle regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (accorpate ai fini del censimento del Dap), sono 78 i detenuti contagiati, più 87 casi di positività accertati tra gli agenti della penitenziaria. In Sardegna, un detenuto contagiato (nel carcere di Sassari) e 25 agenti (dieci dei quali nella struttura di Sassari). In Sicilia, i detenuti positivi sono dieci più 31 agenti.

Nelle regioni Toscana e Umbria, i detenuti contagiati sono 113, gli agenti sono 57. Nel Triveneto, quattro casi di positività fra i detenuti e 39 tra gli agenti della polizia penitenziaria.

IL SEGRETARIO GENERALE UILPA PENITENZIARIA, GENNARINO DE FAZIO: “IN CARCERE POCHI E INADEGUATI STRUMENTI”

 Continua a essere evidente che nel carcere si fa ciò che si può, con gli strumenti, pochi e inadeguati, e le risorse umane ed economiche, sempre sottodimensionate e carenti, di cui l’Amministrazione penitenziaria dispone. Con il virus che continua a espandersi nel Paese, è inevitabile che nelle carceri l’andamento sia tendenzialmente corrispondente”, dice il segretario generale della Uilpa penitenziari, Gennarino De Fazio.

“Per contenerne gli effetti reputiamo che siano necessari e urgenti ulteriori provvedimenti governativi utili soprattutto a deflazionare la densità detentiva e a potenziare le dotazioni degli operatori, primi fra tutti quelli del Corpo di polizia penitenziaria”.

“Questo, ovviamente,  non deve indurre l’Amministrazione Penitenziaria ad adagiarsi sul concetto che altri debbano intervenire, ma continuando sulla scia della rinnovata attenzione che è coincisa con l’insediamento dei nuovi vertici  anch’essa deve adoperarsi con ogni strumento a disposizione per contenere la propagazione del virus e proteggere gli operatori anche sotto il profilo trattamentale e assistenziale”, sottolinea il sindacalista.

“Per tale ragione, di nuovo ieri, dopo averlo già fatto il 16 aprile scorso, abbiamo incalzato il DAP affinché emani direttive che consentano di riconoscere l’infortunio sul lavoro anche agli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che si ammalino di Coronavirus in occasione di servizio”, aggiunge De Fazio. “Ricordiamo – spiega – che gli appartenenti alle forze dell’ordine non fruiscono dell’assicurazione Inail come la generalità dei lavoratori, ma mentre per altri operatori del comparto già durante la prima ondata della pandemia sono state emanate disposizioni che consentono il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro, nulla è stato specificatamente previsto per gli appartenenti alla Polizia penitenziaria, che continuano a essere penalizzati e discriminati”.

“Tutto ciò segna evidentemente anche nel morale questi eroici servitori dello Stato che insieme a pochi altri operatori delle restanti professionalità, continuano a sorreggere le sorti di un sistema carcerario, che nostro malgrado suscita attenzione solo in caso di eventi clamorosi, siano essi scarcerazioni, rivolte o presunti maltrattamenti”.

 

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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