Fascisti e mafiosi

di Thomas Pistoia

Voi mi dovete ascoltare. E mi dovete guardare dritto negli occhi. Stampatevi bene nel cervello quello che vi dico adesso.

I mafiosi sono fascisti.
I fascisti sono mafiosi.

Sono due postulati, c’è poco da discutere. A parte che sono entrambi dediti allo sfruttamento e all’annichilimento del prossimo, a dimostrare questa tesi ci sono anche delle questioni logiche.
Quale boss ha votato mai a sinistra? Su, ditemelo.
Però non impelaghiamoci neanche in pasticci storici o ideologici. E’ vero, le collusioni con la mafia, statisticamente, si sono avute quasi sempre a destra. Ma non fa testo. Ormai l’infiltrazione è generalizzata, è politica, senza distinzioni di ideologie e di colori. Il resto, appunto, è mera statistica.
Dovete concentrarvi, invece, sulla loro natura predatrice. Sono come belve, lupi che mirano alle pecore e uccidono senza pietà i cani che le difendono.

I fascisti sono mafiosi.
I mafiosi sono fascisti.

Guardatemi. Nono, lei che sta sbuffando, guardi che la vedo, non faccia finta di niente, mi ascolti, sto parlando anche per lei. Sto parlando per tutti voi. Non cadete nel loro tranello, non fatene, mai, degli eroi. Sono soltanto parassiti che approfittano delle circostanze per risollevare la testa.

Quando scendono con voi in piazza, non lo fanno per solidarietà. Scordatevelo. A loro, di voi, non frega proprio niente.

Fingono. E bisogna dire che sanno farlo benissimo.
Perché ora voi avete paura e siete pure incazzati. Tutti lo siamo. Non è vita, questa. E non è o non è più questione di mascherina sì, mascherina no, magari fosse così semplice! Da un lato c’è la malattia. Dall’altro chiudere, non lavorare, non riuscire a portare il pane a casa, è soltanto un modo diverso di morire.
Per questo, forse, quando attraversate i cordoni della polizia con la forza immane che sa avere una folla, è difficile condannarvi. Avete ragione, si poteva fare di più, si doveva fare meglio.
Ma perdio, guardatemi, ascoltatemi, non fatevi fregare! I fascisti e i mafiosi sono tra di voi, camminano con voi nelle piazze e urlano insieme a voi la parola “libertà”.
Cacciateli via, fatelo ora, prima che sia troppo tardi.
Approfitteranno della vostra debolezza, della debolezza dello Stato (perché VOI siete Lo Stato).

Il fascismo, mascherato dietro altri nomi, vi offrirà l’alternativa politica. Vi farà credere che la soluzione sia mandarlo al potere.
La mafia vi offrirà, invece, l’aiuto economico. E lei, lei più di chiunque, può riuscirci, donandovi un briciolo delle ricchezze che possiede e che sono peraltro vostre; sono quelle che vi ha rubato, che ha preso alla collettività. Quando avrete fame verrà a porgervi il pane. Voi la vedrete come una benefattrice e il vostro nemico diventerà lo Stato, quello che vi ha affamato o che non è riuscito a sfamarvi.

Sarete in debito con lei e i debiti che si fanno con la mafia, prima o poi, si pagano a caro prezzo.

Da quel momento smetterete di urlare la parola “libertà”, perché, davvero, non potrete, o peggio, non vorrete più pronunciarla.
Ascoltatemi.

I fascisti sono mafiosi.
I mafiosi sono fascisti.

E sono in mezzo a noi, vivono tra noi. Ci vorrebbero gli occhiali di John Carpenter per distinguerli nella folla, invece possiamo contare solo sul nostro buonsenso, sulla nostra coscienza. Dovete imparare a riconoscerli, a rifiutarli.
Dovete avere coraggio e resistere resistere resistere. Per voi e per i vostri figli. Altrimenti sarà la fine.

Mi sentite? Mi state ascoltando?
No! Cosa fate? Perché? Perché vi disconnettete?
Dove andate? Restate qui! Aspettate! Se ci organizziamo, se ci proviamo… Pronto! Pronto!
C’è ancora qualcuno collegato? Rispondete!
Non vi vedo.
Non vi sento più.

Libertà
Libertà

Li
ber

 

[Foto: wired.it]

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Info sull'autore

Thomas Pistoia

Nato a Torino nel 1971, ha vissuto la sua giovinezza in quel di Presicce. Scrittore, sceneggiatore e poeta, ha pubblicato racconti, poesie e canzoni. Per Ofelia Editrice ha pubblicato il romanzo "La leggenda del Burqa". Per la Sergio Bonelli Editore ha scritto storie per Nathan Never e Zagor. Ha collaborato con Astorina per alcune storie di Diabolik.

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