DEA, anche l’aria “sintetica” non è autorizzata

INCHIESTA – DEA, arrivano nove positivi al COVID19, ma oltre all’impianto per la fornitura di ossigeno anche quello per l’aria cosiddetta “sintetica” è senza autorizzazione, mentre l’intera centrale dei gas medicali appena realizzata e collaudata è stata abbandonata senza mai entrare in funzione. Gli impianti e le attrezzature, abbandonate, sono costate 180mila euro. In più una struttura di 250 metri quadrati per la centrale dei gas, sprecata. A rischio la salute e la spesa pubblica.

di Marilù Mastrogiovanni

Anche l’impianto per la fornitura di aria “sintetica” al DEA è privo di autorizzazioni.

L’impianto di ossigeno che rifornisce il DEA, il Dipartimento per l’emergenza e l’accettazione, ora ospedale COVID19, improvvisato in quattro giorni, ad oggi continua a non avere le necessarie autorizzazioni (certificate attraverso delibera o determina della Asl) che devono precedere la realizzazione di una nuova opera pubblica.

Eppure la Regione Puglia ne ha autorizzato l’apertura con determina 76 del 20 marzo.

La determina è a firma di Giovanni Campobasso, dirigente del “Dipartimento promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti. Sezione strategie e governo dell’offerta; servizio accreditamenti e qualità” (la determina non è a firma del presidente Emiliano, come scritto in un comunicato stampa della Asl di Lecce, ripreso da tutti i giornali).

Da un comunicato inoltre della Asl di Lecce apprendiamo che sono arrivati ieri alle 18.25 nove pazienti positivi al COVID19.

Ci chiediamo: che tipo di ossigeno respireranno i pazienti del DEA? E soprattutto, arriverà l’ossigeno con la stessa pressione, in tutte le 40 postazioni previste per la terapia intensiva e sub intensiva?

L’OSSIGENO CON LA PRESSIONE NON CERTIFICATA

Il collaudo tecnico comporta, tra le varie verifiche, anche la misurazione della pressione con cui viene erogato l’ossigeno in ogni postazione, attraverso un flussimetro.

Il collaudo effettuato il 18 marzo scorso, effettuato dopo la conclusione della realizzazione del tubo che collega il Fazzi al DEA per l’erogazione dell’ossigeno, firmato dall’ingegnere Zocco, non ha certificato la regolarità del flusso;

non c’è certificazione sul fatto che dal primo al quarantesimo posto letto per la terapia intensiva e sub intensiva, l’ossigeno sarà fornito con la stessa pressione

IL MISTERO DELL’ARIA SINTETICA

Questa dell’aria sintetica è stata una indicazione precisa della farmacista della Asl, dottoressa Fulceri: lo apprendiamo dalla determina n.1439 firmata da Cosimo DiMastrogiovanni, dirigente dell’area Patrimonio della Asl, con cui proroga ex post il contratto ad Air Liquide e alla Ati Sapio spa-Rivoira.

Fulceri, farmacista del Fazzi, in una nota (n.38133 del 13 marzo 2020) inviata a Rollo scrive che l’aria sintetica è più sicura e dà più garanzie dell’aria medicale.

L’aria sintetica è quella fornita al Fazzi dalla Air Liquide.

L’aria medicale è quella che avrebbe fornito Rivoira al Dea e che è fornita ad altri ospedali.

Con una letterina, una nota, si giustifica la sostituzione totale di una fornitura con un’altra: l’aria sintetica di Air Liquide invece dell’aria medicale già predisposta per il Dea.

COS’E’ L’ARIA SINTETICA

E’ un gas medicale composto da ossigeno e azoto, miscelati. Entrambi devono essere acquistati.

COS’E’ L’ARIA MEDICALE

E’ un gas medicale composto da ossigeno e aria natuarle depurata e purificata al 100%. L’aria naturale è gratis, ma deve essere trattata da un impianto complesso, composto da compressori e filtri: è la cosiddetta centrale dei gas medicali.

La centrale dei gas medicali deve essere collocata in un’apposita struttura.

Il Dea ha una centrale dei gas medicali perfettamente funzionante e collaudata, ma abbandonata prima ancora di entrare in funzione.

Lo stesso tipo di aria medicale è fornito all’ospedale di Casarano, ed è un presidio medico a norma e sicuro, qualitativamente ineccepibile.

Eppure, l’impianto per la fornitura di aria medicale del Dea, nuovo di zecca, secondo Fulceri, avrebbe erogato una tipologia di aria qualitativamente inferiore perché meno sicura, secondo lei, dell’aria sintetica erogata al Fazzi, composta da ossigeno e azoto.

Domanda: ma allora, se così fosse, perché al DEA è stato previsto, progettato e acquistato un impianto che, secondo Fulceri, avrebbe erogato aria medicale meno sicura e secondo Fulceri, qualitativamente inferiore?

E soprattutto: perché tanti ospedali usano questo presidio medico?

LA PROROGA

Questa indicazione di Fulceri sulla tipologia di aria si è aggiunta a quella della direttrice amministrativa del Fazzi, Annarita Dell’Anna che, come abbiamo già denunciato in un’altra puntata di quest’inchiesta, in una lettera dell’11 dicembre comunicava al regional manager di Air Liquid che alla scadenza del loro contratto per la fornitura di ossigeno al Fazzi e all’oncologico, avrebbe dovuto rifornire anche il DEA.

Così è stato: come abbiamo già scritto, il contratto, scaduto il 31 dicembre 2019, è stato prorogato ex post dopo quasi tre mesi durante i quali l’ossigeno è stato fornito al Fazzi e all’oncologico, per non incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio.

La proroga, ha comportato l’estensione della fornitura al DEA: trovandosi ad una distanza di almeno 200 metri, è stata improvvisata una bretella di collegamento, in parte volante, appoggiata a delle staffe sulle pareti del Fazzi, in parte interrata.

Il tubo, come si vede dalle foto e dai video pubblicati dal Tacco, passa sotto la carreggiata ed è esposto a vibrazioni e alterazioni della temperatura.

Non sono note le caratteristiche dell’impianto improvvisato e tutti ci auguriamo che sia stato fatto secondo coscienza.

Ciò non toglie che ad oggi sia privo di autorizzazioni.

Inoltre, l’impianto per l’erogazione dell’ossigeno al Dea, così come previsto dal progetto esecutivo approvato, non prevedeva la fornitura di aria sintetica così come richiesto dalla farmacista del Fazzi.

I COSTI AUMENTANO, AUMENTANO GLI SPRECHI, LA SICUREZZA DIMINUISCE

L’utilizzo di aria sintetica (quella del Fazzi), invece dell’aria medicale (quella prevista nel progetto originale del Dea) comporta altre variazioni nell’impianto originario del DEA, oltre ad un aumento dei costi: insieme all’ossigeno si dovrà acquistare anche l’azoto, come da indicazioni di Fulceri, per comporre la miscela di azoto e ossigeno e ottenere “aria sintetica”.

Inoltre, tutto l’impianto di depurazione dell’aria naturale, previsto nell’impianto originario del DEA e collaudato a dicembre, sarà inutilizzato. L’impianto originario infatti, prevede un sistema di produzione dell’aria medicale attraverso l’uso di più gruppi di compressori, e relativi sistemi per il trattamento dell’aria esterna circostante che deve essere esente di impurità.

Un vero e proprio impianto di produzione dell’aria medicale pagato, realizzato e già abbandonato per ricorrere ad un altro tipo di fornitura che prevede non l’autoproduzione dell’aria medicale, ma l’acquisto dell’aria sintetica, composta da ossigeno e azoto.

LA CENTRALE DEI GAS MEDICALI: FINITA, COLLAUDATA E ABBANDONATA

Un vero e proprio danno erariale immotivato: una serie di attrezzature, sistemi di filtraggio e depurazione dell’aria, acquistati, montati, collaudati e abbandonati prima ancora di essere utilizzati.

Solo gli impianti e le attrezzature, della centrale dei gas medicali del DEA sono costate 180mila euro. In più, è stata realizzata la struttura di circa 250 metri quadrati deputata ad ospitarle. Tutto sprecato: neanche usate una volta e già abbandonate.

Perché? L’indicazione della farmacista del Fazzi, che si è aggiunta all’indicazione della direttrice amministrativa, sono state determinanti.

Oggi abbiamo provato a chiamare l’ingegnere clinico della Asl, Massimo Marra, per potergli rivolgere queste domande ma non era in ufficio.

Non era in ufficio neanche la direttrice amministrativa, così come la farmacista Fulceri.

Forti dubbi sono stati espressi da due presidenti dell’Ordine degli ingegneri, sentiti dal Tacco, sia sulla procedura, non autorizzata, sia sulla certificazione antisismica.

La notte tra il 20 e il 21, subito dopo l’autorizzazione all’apertura da parte della Regione Puglia, il terremoto con epicentro in Grecia ha fatto tremare tutto il Salento: è necessario verificare che l’impianto abbia tenuto e che siano stato realizzato ottemperando alle caratteristiche antisismiche come il resto del DEA.

Abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti a Rodolfo Rollo, che dal 15 marzo stiamo invano cercando di intervistare.

I NON SENSE

L’impianto del Dea prevedeva un bombolone da 40mila litri e uno da 15mila. Il gas medicale sarebbe stato prodotto mischiando l’ossigeno liquido contenuto nei bomboloni con l’aria naturale trattata, depurata e filtrata, attraverso una complessa centrale dei gas.

Emiliano con ordinanza presidenziale (n.174) ha intimato la rimozione del bombolone da 15mila litri per consentire la realizzazione di una estensione di un tubo, non autorizzato, per portare l’aria sintetica dal Fazzi al DEA.

Il costo è di 38mila euro.

Si dovrà acquistare, oltre all’ossigeno, anche l’azoto.

I due bomboloni del Fazzi da 40 mila litri l’uno, che prima rifornivano Fazzi e oncologico, ora dovranno rifornire anche il DEA.

Con una sola ordinanza Emiliano dà il via ad un danno per le tasche dei cittadini di 180mila euro, più 38 mila (lavori del tubo, non necessari), più il costo della sola struttura della centrale del gas di 250metri quadrati, più l’acquisto continuo dell’azoto per la miscela dell’aria sintetica.

Tutto questo bailamme per aumentare sprechi e rischi per la salute delle persone. Se questo è bene comune. Se questa è gestione da buon padre di famiglia.

Leggi le altre puntate dell’inchiesta:

DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

18 Marzo 2020 – Affaire DEA Lecce: la replica di Air Liquid

18 Marzo 2020 – Codacons Lecce: sulla vicenda del DEA, esposto in Procura

19 Marzo 2020 – DEA Lecce: l’impianto dell’ossigeno appena collaudato

20 Marzo 2020 – DEA ossigeno: dubbi sulla certificazione antisismica

 

CLICCA E LEGGI LE ALTRE INCHIESTE DEL TACCO D’ITALIA SULL’ASL DI LECCE

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1 Commento

  1. Avatar
    Giovanni

    Usciti da questa emergenza c’è solo da augurarsi che la politica esca dalla sanità e si dia priorità assoluta alle tanto e da tanto ormai bistrattate competenze.

    Reply

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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