La “meraviglia tutela” di Norman Mommens

Un lungo racconto visivo e sonoro dei 60 anni di attività di un grande maestro del Novecento

di Antonio G. Lupo

Riflettori sul poliedrico e variegato archivio multimediale delle opere di Norman Mommens.

Le stanze del seicentesco convento della chiesa di S.Maria degli Angeli a Presicce si aprono all’esplorazione a tutto campo dell’itinerario artistico dello scultore-pittore-grafico-filosofo e contadino, del quale sono esposte anche alcune opere, a testimoniare le diverse fasi della sua vita artistica ed esistenziale. Le immagini dell’archivio digitale mommensiano prendono risalto attraverso le proiezioni delle sue straordinarie sculture e opere pittoriche, dei fumetti ecologisti di Coppula Tisa, accanto ad una ricca documentazione audio-visiva, (corto e film) tra cui la registrazione di un’intervista dell’83 per la BBC.

Nel percorso della mostra (da visitare fino al 23 giugno) è possibile ammirare inoltre vari lavori dell’artista di origine fiamminga, a partire da Girl (Polyphant 40 cm, Grange Farm – Sussex 1958), per passare alla scultura in marmo del ’70 Sitting Sibyl (marmo 113 cm, Spigolizzi) e a quella in legno di pero del ’79  (Seraph). Dello stesso anno sono il pannello di legno intitolato Bridget (acrilico su tavola 135 x 83 cm), ed il Presepe in metallo dipinto, installato all’interno della Chiesa adiacente. Rappresentativo dello stile geometrizzato degli anni ‘90 è infine il grande pannello Osanna, acrilico su tavola 208 x 163.

 

Dopo aver partecipato a prestigiose mostre all’estero (Zurigo, Londra, Cambridge,ecc.) ed essere approdato a Spigolizzi nel 1970, Norman ha fatto conoscere i suoi lavori in numerosi centri del Salento e a Matera (1989).

La mostra odierna (dedicata a Patience Gray, la scrittrice, sua inseparabile compagna), è stata curata da Ada Martella, che, dopo la morte dello scultore fiammingo (2000), si era già occupata di promuovere altre occasioni espositive delle sue opere, utili a mettere in luce le doti del grande artista.

// L’INTERVISTA //

Come è nata l’idea e quale il significato e la portata di questo evento?

Tutto inizia nel 2012. In occasione della Festa del Cinema del reale a Specchia – grazie all’incoraggiamento di Francesco Maggiore (Big Sur) – mi viene in mente di portare in mostra alcune opere di Mommens. Vado a Spigolizzi e chiedo a Nick Gray cosa ne pensi. “Why not?!” mi dice, con la generosità che lo contraddistingue. ‘Merìca e le Visioni’ sarà il titolo della mostra all’interno delle scuderie del Palazzo Risolo dove, per la prima volta, approderà buona parte della famiglia di sculture custodite a Spigolizzi. Qualche anno dopo lo stesso Nick mi chiede di occuparmi dell’Archivio. Nell’arco di poco più di quattro anni nasce l’Archivio Digitale Norman Mommens, con l’intento di ricostruire organicamente la figura e l’opera di un artista. L’Archivio copre circa sessant’anni: dalle prime sculture in granito e altre pietre nel Sussex, il marmo di Carrara e di Naxos e infine 30 anni di lavoro a Spigolizzi. Non solo sculture, ma anche migliaia di opere pittoriche, tra disegni geometrici, monotypes, illustrazioni, ‘libri d’artista’, murales, manifesti, fumetti e tutti gli scritti nelle 5 lingue parlate da Mommens. Prima di approdare alla mostra nel Convento degli Angeli, un piccolo assaggio dell’Archivio Digitale Norman Mommens è stato messo in mostra – sempre a Specchia per la Festa del Cinema del reale – nel 2016. La mostra ‘Messaggi da un Continente Sommerso’ era una sorta di omaggio di un artista ad un altro artista: nella sagrestia della chiesa del Convento degli Agostiniani c’era una selezione delle foto che il grande fotografo Francesco Radino aveva fatto negli anni (dal 1971 al 2000) a Norman Mommens e a Patience Gray nella masseria Spigolizzi.

 

In quest’ultima occasione è stato stampato anche un catalogo, con importanti testimonianze e contributi critici, che cosa ci puoi dire della tua esperienza come curatrice del catalogo?

Il catalogo, così come la mostra, è il frutto di un gesto corale. L’idea di mostrare – anche solo virtualmente – tutta la sua produzione, è stata resa possibile grazie al lavoro e al supporto dell’erede Nicolas Gray e di tutta la famiglia, di 11 associazioni e di tutti gli ‘amici di Spigolizzi’ sparsi per il mondo. La campagna di crowdfunding, messa in piedi all’inizio dell’anno, ci ha consentito di allestire un luogo meraviglioso ma abbandonato qual è l’ex Convento degli Angeli di Presicce e di stampare il catalogo. Si tratta del primo catalogo su Norman Mommens, è la prima volta che tante persone potranno avere tra le mani una testimonianza scritta – bilingue – e ricca di immagini del suo lavoro pressoché sconosciuto. Si immagini la responsabilità! Ho chiesto ad alcuni amici di scrivere una personale testimonianza, che fosse legata ad un momento di vita o di lavoro condiviso con Mommens. Con l’aiuto di Nick Gray, Maggie Armstrong e Aldo Magagnino abbiamo lavorato sui testi che arrivavano in varie lingue e andavano tradotti sia in italiano sia in inglese. In parallelo, con il grafico Francesco Maggiore andavamo scegliendo le foto delle opere – impresa titanica, poiché le immagini dell’Archivio sono migliaia – e cercando la veste grafica migliore possibile. Raccontare un artista come Norman Mommens, così prolifico e poliedrico, è stata un’avventura degna di questo nome, come si fosse trattato dell’esplorazione di ‘Un Continente Sommerso’ – prendendo a prestito il titolo di una sua opera –: e il Continente di questo grande arista del Novecento è davvero tale!

 

2 Commenti

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    Birgit Hossner

    Buona sera, purtroppo non posso lasciare in commento perché scopro oggi che la mostra è già terminata! Siamo in vacanze a Nardò e volevamo visitarla questa settimana. Se dovessimo venire ci sono opere permanenti dell’artista? Il convento è aperto e visitabile? Grazie e un saluto, Birgit Hossner

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  2. Avatar
    Vera Rovesti

    Ho potuto visitare appena in tempo questa magnifica esposizione, che meritava ben altra considerazione da parte delle autorità che in ambito politico e culturale hanno modo di sostenere tali eventi e in questo caso di contribuire perché durasse almeno tutta l’estate. In una location spettacolare, fatta rivivere dall’abbandono grazie agli sforzi degli organizzatori e di chi ha partecipato all’evento con incredibile passione e competenza. Un gioiello il luogo e la mostra, entrambi evidenze di una memoria nutriente e prestigiosa per le nuove generazioni. I giovani che ci hanno lavorato sono stati incoraggiati da tutti gli intervenuti a proseguire qui e dove possano trovare l’ascolto che meritano. Ma lo troveranno?

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