Mutui più alti sotto l’albero di Natale: tutti in fuga verso il tasso fisso

I tassi dei mutui proseguono la loro strada verso l’alto. Nonostante le numerose rassicurazioni degli ultimi mesi, che esortavano i consumatori a stare tranquilli perché non vi era una diretta correlazione tra l’impennata dello spread e il rialzo dei tassi – correlazione che, in effetti, non esiste in modo diretto -, stipulare un mutuo oggi non è più così conveniente come qualche mese fa.

Sia chiaro, stiamo parlando di rialzi minimi che incidono ancora poco sull’entità della rata di restituzione, ma che sono comunque significativi di un’inversione di rotta importante che non può essere sottovalutata.

 

Fino all’inizio dell’autunno, infatti, il mercato proponeva finanziamenti ipotecari molto vantaggiosi, sia per i tassi ai minimi storici, sia per l’istruttoria molto veloce a cui i richiedenti avevano accesso. L’avvento del Web ha, infatti, permesso di liberalizzare il settore e, anche grazie all’arrivo dei mutui online, le banche tradizionali sono state costrette a ridimensionare i costi dei prodotti finanziari proposti e le condizioni di erogazione; a ciò va aggiunta la non ottima salute del mercato immobiliare, che, nonostante l’annunciata ripresa, stenta a ripartire, con prezzi inchiodati da anni e un patrimonio immobiliare in vendita praticamente fermo.

 

Nell’ultimo mese, invece, si sono registrati i primi segnali di quel malessere che serpeggia da tempo tra gli operatori del settore. Con il differenziale tra Btp e Bund a oltre 300 punti da tempo, infatti, le banche hanno cambiato atteggiamento e hanno “congelato” la loro operatività.

In attesa di azioni precise da Bruxelles, in risposta alla nuova versione della Manovra di Governo italiana, sono state sospese tutte le richieste che sono arrivate in queste ultime settimane. In caso di pacificazione tra le parti tutto dovrebbe tornare più o meno come prima; diversamente si potrebbe assistere a un’ulteriore severa impennata dello spread, fin oltre i 400 punti, che inevitabilmente si riverbererà sul costo dei mutui.

 

Nell’apparente immobilità, però, le banche hanno cominciato a ritoccare i tassi, aumentando, seppur di poco, il loro spread interno, ossia la percentuale che rappresenta il loro vero e proprio guadagno.

Di contro gli aspiranti mutuatari hanno reagito all’incertezza del mercato puntando tutto sul tasso fisso, che nel quarto trimestre rappresenta quasi l’85% delle richieste e oltre l’89% delle erogazioni, percentuali che non si vedevano da tempo.

Anche chi ha già un mutuo a tasso variabile ha preferito mettersi al sicuro ricorrendo allo strumento della surroga, che torna a crescere, dopo il calo cui si era assistito in primavera, e continua a mantenere vivace il mercato.

 

Un Natale di incertezza, insomma, per chi ha in progetto un investimento di tipo immobiliare. L’unica previsione sicura, sulla quale tutti sembrano trovarsi d’accordo, è che se si ha intenzione di accollarsi un mutuo per i prossimi decenni è bene fare in fretta e mettere da parte eventuali tentennamenti, perché è molto difficile che l’anno nuovo possa portare condizioni più vantaggiose di quelle attuali.

 

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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