Falda acquifera contaminata da metalli pesanti cancerogeni: sequestri a Tap

Perquisizioni del NOE nel Salento, a Milano, a Roma e nel Padovano. Dubbi sui campionamenti delle sostanze inquinanti nella falda acquifera di San Basilio

Di Francesca Rizzo

Sequestri in tutta Italia da parte della Procura di Lecce in sedi operative e cantieri di proprietà di Trans Adriatic Pipeline S.p.A. e nel laboratorio di analisi a cui la società proprietaria del gasdotto ha commissionato le indagini ambientali.

Ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Lecce, insieme ai colleghi di Roma e Milano e del Comando Provinciale di Lecce hanno perquisito, su ordine del procuratore capo Leonardo Leone De Castris e della sostituta procuratrice Valeria Farina Valaori, le aree appartenenti a TAP, prelevando numerosi fascicoli ed altri documenti in formato digitale.

Perquisito anche il laboratorio di analisi “SGS Italia S.p.A.” di Villafranca Padovana (PD), dove sono stati esaminati i campioni prelevati nei cantieri del gasdotto, per accertare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente. I Carabinieri hanno sequestrato le relazioni e tutta la documentazione inerente le analisi effettuate da novembre 2017 ad oggi.

Le indagini del NOE, su delega della Procura, sono coordinate dal maggiore Dario Campanella, che ha smentito la notizia circolata nella prima mattinata di oggi sul mancato sequestro a Villafranca dei documenti relativi alle analisi sulla falda. “Il sequestro – ha dichiarato – è stato effettuato personalmente”.

Le analisi del NOE e di Arpa Puglia avevano già evidenziato che nell’area di San Basilio, dove è in fase di realizzazione il pozzo di spinta dell’opera, la falda acquifera risultava inquinata da metalli pesanti cancerogeni (cromo esavalente, nichel, arsenico e manganese), oltre i livelli della cosiddetta “soglia di contaminazione”.

Per questo, già ieri, il TAR Lazio aveva confermato il sequestro del cantiere di San Basilio, ordinando ad Arpa di produrre una nuova relazione sugli accertamenti già effettuati nell’area.

Alle indagini della Procura di Lecce, quindi, ora si aggiungono importanti prove: documenti e campioni provenienti dalle sedi operative e dai cantieri TAP, oltre che dal laboratorio di analisi.

Tre, per ora, gli indagati per carico abusivo di sostanze pericolose: Clara Risso, classe 1960, ex rappresentante legale TAP; Michele Mario Elia, classe 1946, country manager della società per l’Italia; Gabriele Paolo Lanza, classe 1963, project director per l’Italia.

1 Commento

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    Francesca

    …questo dimostra che la vicenda TAP non può essere archiviata… e che i cittadini di Melendugno hanno lottato per il “ bene”…

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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