Mattarella ha sbagliato

di Marilù Mastrogiovanni

In una sorta di pubblica autocoscienza, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivendica l’autonomia del suo ruolo istituzionale e fa saltare il governo Conte. Al di là del doveroso rispetto per l’Istituzione, devo dire che i sette minuti e mezzo di discorso di Mattarella lasciano esterrefatti.

La sostanza è che, siccome Giuseppe Conte (leggi Salvini e Di Maio) non si è reso disponibile a modificare il decreto di nomina del prof. (ed ex ministro) Paolo Savona sostituendolo con Giancarlo Giorgetti (della Lega), per il Presidente la misura è colma e il governo giallo-verde non può partire.

Si tratta, a mio avviso, di un arbitrario allargamento dei poteri della Presidenza della Repubblica, già spinto ai limiti da Napolitano.

Sergio Mattarella per giustificare questo precedente, rievoca tutte le tappe della sua irritazione, dal travagliato avvio della Legislatura all’odierna drammatica fase.

Inizia così: “Dopo avere sperimentato nei primi due mesi senza esito tutte le possibili soluzioni si è manifestata come è noto una maggioranza parlamentare tra il movimento cinque stelle e la lega che pur contrapposti alle elezioni hanno raggiunto un’intesa dopo un ampio lavoro programmatico”.

Il presidente si lamenta per aver dovuto attendere “i tempi da loro richiesti” ed esprime sorpresa per la decisione di svolgere le consultazioni online pentastellate e i gazebo leghisti, nonostante i due partiti sapessero che “mi avrebbe attirato osservazioni critiche”.

Ricorda di essere passato sopra la sua perplessità per il prof. Conte “non eletto in Parlamento”.

Poi va al punto: avevo chiarito a Conte, senza che lui avesse nulla da ribattere, che avrei esercitato “un’attenzione particolarmente alta” sulla scelta di alcuni dicasteri.

Siccome su Savona non è stato accontentato l’alleanza programmatica o, come dicono loro, contrattuale (sic!) tra lega e cinque stelle non vale più. Nonostante la maggioranza parlamentare.

E perché? Perché non è chiara la posizione del governo Conte sull’euro? Non è credibile.

La verità è che non è un ministro o l’altro a poterci fare uscire dall’euro. Ed è grottesco pensare che “addirittura inevitabilmente” Nonno Savona ci avrebbe fatto uscire dalla moneta unica, con gli sconquassi da repubblica di Weimar che ne conseguirebbero (quelli si, inevitabilmente).

Quindi delle due l’una. O Mattarella sa qualcosa che non dice su Savona o aveva già in mente di far saltare tutto. Non si può credere che si sia davvero così irritato per la barbarie di questa scostumata maggioranza. Né si può credere a questa favoletta che Savona ci avrebbe portato fuori dall’euro.

Ci sarebbe poi il Parlamento sovrano a dover dire la sua su questa catastrofica prospettiva. E, nonostante i grillismi del passato, il leader politico del M5s ha già ridimensionato la posizione “no euro”. A meno che non si pensi che i parlamentari del movimento cinque stelle (molte donne e moltissimi alla prima esperienza) siano dei mentecatti capitati lì per caso.

Appare quindi sgangheratissimo il richiamo “all’impennata dello spread”, alla tutela del risparmio delle famiglie, ai pericoli per i mutui e i finanziamenti alle aziende che potrebbero andare oltre il 20%

Più che il garante dei risparmi degli italiani, Mattarella è apparso inquietante, specialmente nel finale: “Sono stato informato di richieste di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate si tratta di una decisione che mi riservo di prendere doverosamente sulla base di quanto avverrà in parlamento. Nelle prossime ore assumerò un’iniziativa (con un’enfasi sinistra nella nota finale della parola iniziativa”).

Siamo certi che il presidente Mattarella non abbia fatto le sue affermazioni “a cuor leggero” ma ha sbagliato. E non solo stasera. Ha gestito male tutti gli ultimi 70 giorni.

 

3 Commenti

  1. Francesca

    Carissima Marilu’, grazie per questa analisi lucida e onesta, e per tutte le vostre importanti inchieste che svolgete nonostante le minacce.

    Reply

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Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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