Balletto del Sud: la Passione secondo Franzutti

di Fernando Greco

Come un Canto della Passione, un rito dal sapore arcaico tra i tanti che animano il nostro Salento durante la Settimana Santa, il nuovo spettacolo di Fredy Franzutti intitolato “Le ultime parole di Cristo” ha debuttato con successo nel teatro Apollo durante il Venerdì Santo, ultima prova della geniale creatività del coreografo leccese per la sua compagnia Balletto del Sud.

Il nuovo balletto si dipanava sulle note dell’oratorio “Le sette ultime parole di Nostro Signore” composto da Saverio Mercadante (1795 – 1870), opera di rara esecuzione a cui di tanto in tanto si inframmezzavano brani del più noto concerto per flauto e orchestra in Mi minore, divenendo anche occasione per apprezzare la musica e lo stile del musicista di origine altamurana.

LA MEMORIA DEL CALVARIO

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, la coreografia di Franzutti non è una pedissequa rappresentazione della Passione. All’aprirsi del sipario Gesù è già morto in croce e l’incombente presenza del Crocifisso in scena slatentizza il senso di colpa di tutta una coralità di persone che, ognuna con la propria seggiola, vegliano il Cristo autoaccusandosi del suo atroce calvario. Si tratterebbe fin qui di una veglia funebre come tante altre: il tutto finirebbe con quell’inutile “senno di poi” con cui ogni essere umano vorrebbe rimediare all’irrimediabile, se non ci fosse l’intervento salvifico di Maria, protagonista assoluta che assolve e benedice ogni peccatore, compresi Giuda e la Maddalena, attraendoli nel riflesso della sua purezza. Peraltro il coreografo utilizza pochi oggetti scenici che acquisiscono grande valenza simbolica: oltre alle già citate seggiole, molto efficace l’evocazione della tavola dell’Ultima Cena, ottenuta attraverso un semplice lenzuolo retto dal lungo bastone che poco prima ha ricordato il tentativo di dar da bere al Crocifisso.

I PROTAGONISTI

“Gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante”. La celebre frase manzoniana potrebbe adattarsi perfettamente alla composta eleganza di Luciana Savignano alle prese con il ruolo di Maria Madre di Cristo. Stella internazionale di prima grandezza, la danzatrice ha dato ennesima prova di autorevolezza assoluta, galvanizzando l’attenzione dello spettatore nei riguardi di un’interpretazione giocata su una gestualità sempre misuratissima che, se da una parte rimandava all’iconografia bizantina, al contempo risultava di gusto spiccatamente espressionista, quasi una silhouette di Matisse.

Annunciata già da alcuni giorni su tutti i principali rotocalchi, la partecipazione di Loredana Lecciso nel ruolo di Maria Maddalena ha costituito la vera novità dello spettacolo. Assecondando l’immaginario collettivo della peccatrice (volontario o involontario che sia), la regina del gossip ha regalato un’interpretazione accurata e mai caricaturale. Lunghi capelli biondi e vestito rosso come la Maddalena di Masaccio, la Loredana nazionale ha affrontato la sua performance trasmettendo una sorta di umiltà e di rispetto reverenziale nei confronti di uno spettacolo in cui è entrata in punta di piedi, guadagnandosi l’applauso affettuoso del pubblico.

Insieme con le due protagoniste, i danzatori del Balletto del Sud hanno dato un’eccellente prova di maturità tecnica unita a un senso di giovanile freschezza. Menzione speciale per Nuria Salado Fusté, impeccabile nel ruolo di Maria di Cleofa, il tenero san Giovanni danzato da Alexander Yakoviev e l’intenso Carlos Montalvan nei panni del Buon Ladrone. Due momenti recitati hanno arricchito lo spettacolo tra tradizione medievale e contemporaneità: il commovente monologo di Giuda (2014) scritto da Maria Concetta Cataldo è stato interpretato con perizia scenica da Andrea Sirianni, mentre la lauda “Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi (1230 – 1306) ha visto la partecipazione dell’attrice Stefania Bove.

 

 

2 Commenti

  1. Armando Ariostini

    Peccato non essere stato presente…la suggestività delle immagini trasmette le emozioni che lo spettacolo possa aver dato dal vivo e conoscendo la sempre inalterata professionalità di Luciana Savignano un brivido attraversa il mio cuore saperla in questa sua nuova grande interpretazione…complimenti vivissimi a tutta la compagnia ed alla bella coreografia di Fredy Franzutti

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  2. Maria Cristina Giongo

    Abito in Olanda, quindi non ho potuto essere presente ma ho letto soltanto commenti positivi. A cui si aggiunge questo interessante articolo. Un cast di livello, veramente un bello spettacolo, a quanto rilevano i video. Complimenti a tutti e uno particolare a Loredana Lecciso.

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Info sull'autore

Fernando Greco

Pediatra di professione, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia e si è specializzato con lode in Pediatria e Neonatologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Roma. Dal 2000 lavora in qualità di Dirigente Medico nell’Unità Materno-Infantile dell’ospedale “Cardinale G. Panico” di Tricase. Fin dalla più tenera età si diletta nel coltivare un’innata passione musicale. Negli anni Novanta ha fatto parte del coro “Nostra Signora di Guadalupe” di Roma diretto dal contralto Stella Salvati, sia in veste di corista sia di solista. Dal 2001 studia pianoforte con la prof.ssa Irene Scardia. In qualità di basso-baritono, cura il repertorio vocale con il maestro Michele D’Elia. Collabora con il magazine online “Il Tacco d’Italia” ed è accreditato come critico musicale per la Stagione Sinfonica della OLES, la compagnia “Balletto del Sud”, la Fondazione Petruzzelli di Bari, il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Viene spesso invitato a far parte di giurie e commissioni di concorsi e manifestazioni musicali.

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