Gabellone, primo presidente di un ente che ‘non c’è’

Elezioni provinciali. Il presidente è stato eletto dai consiglieri comunali e dai sindaci dei 97 comuni

//RIFORME ALL’ITALIANA// Con il 52% dei voti batte Massimo Manera del Pd. E conquista la ‘non poltrona’ di un ‘non-ente’

Antonio Gabellone è il primo Presidente della ‘nuova’ Provincia di Lecce, oppure, se vogliamo, l’ultimo presidente di un Ente pubblico da smantellare, perché ritenuto inutile e costoso. E’ stato eletto con oltre il 52% dei voti dai consiglieri comunali e dai sindaci dei 97 comuni della provincia, e per essere il primo presidente ‘inutile’, se l’è giocata fino in fondo, conducendo una campagna elettorale all’ultimo fendente, alzando il livello del conflitto politico e della polemica a mezzo stampa. Una campagna elettorale combattuta tutta nelle stanze dei partiti e non nelle piazze, perché non si parlava di programmi, di cose da fare, di problemi dei cittadini da risolvere. Si parlava di poltrone, di potere. I cittadini, affacciati alle corde del ring, hanno solo potuto assistere allo spettacolo dei politici di professione che non risparmiavano ganci e tiri mancini, non potendo fare a meno di chiedersi perché tanta lotta per un ente ‘inutile’. Già, perché? Gabellone dovrà accompagnare la provincia nella fase di transizione prevista dalla riforma Del Rio, prima della totale abolizione. Per ora infatti le Province non saranno completamente abolite: serve infatti una riforma costituzionale, cioè la revisione del Titolo V della Costituzione. Intanto alcune competenze provinciali saranno trasferite alle Regioni e ai Comuni. Fino alla riforma del Titolo V, cioè fino alla completa abolizione della Province (cioè nella fase attuale), rimarranno di competenza dell’ente provinciale l’edilizia scolastica, la pianificazione dei trasporti, la tutela dell’ambiente. I dipendenti della Provincia seguirà la propria ‘funzione’ di riferimento: rimarranno dipendenti pubblici ma, in base alle nuove competenze, dipenderanno o dalla Regione o dai Comuni, oppure rimarranno alle dipendente dell’ente provinciale. Manterranno i diritti maturati, sia come stipendio sia come scatti di anzianità. Ma quali sono i tempi? I tempi come al solito non sono certi. Cioè non si sa davvero quando saranno trasferite le funzioni delle Province e quando saranno eliminate, perché non c’è alcuna certezza sui tempi della riforma del titolo V della Costituzione. Il presidente inutile di un ente che non c’è, continuerà, forse anche per molto tempo, a gestire soldi pubblici e potere politico come in passato, ma senza che nessun cittadino l’abbia votato. Tutto cambia perché a cambi.

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