Vincent Brunetti: riflessioni attorno ad Axa

//REPORTAGE// La ‘Libellula del sud’ ha fatto della sua casa un museo:l ’immondizia diventa arte. Ma non può gestirla. 'I musei? la provincia doveva affidarli agli artisti'

Lo conoscono in tanti, lo chiamano ‘la libellula del sud’, è uno dei pochi pittori che è riuscito a svincolarsi dal “sistema” (tasse, ici ecc) e dalla morsa dei galleristi, critici ed associazioni artistico culturali, costruendo la sua casa museo, costruzione che come casa dovrebbe essere abusiva ma come opera d’arte non può essere toccata. Così Vincent Brunetti, artista di Guagnano, ha fatto della sua vita una protesta. Ha trasformato la sua campagna nella sua reggia e regno, il regno dell’arte. Il suo successo è grande, ogni domenica il suo piccolo regno si riempie di gente ad ascoltare la messa, si immerge nella magia della casa museo e compra ‘arte’. La casa museo di Vincent Brunetti

vincent brunetti
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Un'opera di Vincent Brunetti realizzata con materiali da riciclo

vincent brunetti
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Sono andata a trovare Vincenzo per chiedere cosa ne pensi dell’affidamento dei musei di Lecce ad Axa, ditta che si occupa di raccolta rifiuti. E’ rimasto inorridito dalla scelta, lui che fa arte con materiali da riciclo, con i rifuti. ‘Prima gli artisti erano in mano ai nobili, ora sono tutti nelle mani della munnizza’. ‘I fondi europei per l’Eutopia andranno nelle mani della ‘munnizza’, dovevano darli nelle mani degli artisti, invece l’artista, soprattutto il pittore, vive ancora oggi nella povertà e rischia di non avere nemmeno memoria dopo la morte. Io mi sono organizzato con i miei ragazzi, nel mio mondo, ma vengo spesso arrestato: che vergogna mi hanno messo pure in prigione e non vedono l’ora di buttarmi giù la casa’. Vincenzo mi ha letto un suo documento indirizzato ai poteri forti, considerazioni che, secondo lui, sono appropriate anche per la protesta ‘No Axa’. Ve lo pubblicherò in seguito. Ora vi voglio raccontare il mio incontro con Vincent: è tramite gli occhi degli altri pittori che si percepisce la vera essenza di un artista. Erano gli anni della costituzione della seconda Repubblica in Italia. Campi Salentina era in preda ad un’euforia collettiva. Volevamo tutti costruire qualcosa, volevamo toglierci le stigmate di essere capitale della sacra corona unita. La gente comune andava in giro per le case a cercare gli artisti e tutto era un fermento, quel fermento collettivo che portò a creare la Città del libro, che, come ogni cosa, quando venne istituzionalizzata congelò tutto. Sentì bussare alla porta: un gruppo di persone mi esortava a correre a casa Prato Calabrese per portare i miei cavalletti, era arrivato un’artista che volava , la libellula del sud. Andai incuriosita. Entrai con aria solenne, come se stessi vivendo un momento storico, scaricai i miei cavalletti senza guardare e dissi: -Ricordati libellula del sud, Tania ti sta offrendo i suoi cavalletti. Iniziammo a chiacchierare spensierati, mi chiese della mia pittura. -Io ero malombra nell’ombra, sono stata amica di Edoardo, sono polvere di stelle, sono stata a Parigi, in Sardegna ed ora sono qui. -Guarda! Guardai i suoi dipinti: Usava la polvere di stelle! Meglio anche di me! Mi sentì tremare le gambe, non ero più neanche polvere di stelle, mi sentì un granello di polvere e iniziai a fissare il pavimento. Mentre ero così smarrita, notai che comparvero su quel pavimento delle ballerine di vernice rossa choc. ‘A chi appartenevano? Chi poteva indossare scarpe così?’ Alzai lo sguardo e vidi uno spettacolo: era giunto un allievo di Brunetti, un’opera d’arte in persona, e capì le parole di Edoardo De Candia, capì la libellula del sud: l’opera è l’artista!!!! Vincent mi parlò della sua malattia: è paralitico, in realtà cammina, saltella, da qui il suo soprannome. Allora discutemmo molto sul miracolo se esiste o no, ma di questo ve ne parlerò un’altra volta. Rividi Vincent dopo un anno. Ero con Italo Tricarico su una spiaggia a Gallipoli a fare una mostra di pittura: nella galleria del maestro gallipolino stava esponendo Vincent. Finita la mostra, andammo a salutare Vincent per poi esporre noi a Gallipoli. La libellula si ricordò di me e mi chiese cosa stessi facendo. -Sono un’artista trance-nauta -Trance? Guarda Tania, cammino grazie ai miei trance, ti insegno ad avere i miei trance. Mi sentì di nuovo un granello di polvere, proprio nel momento in cui avevo sostituito la polvere di stelle con gli elementi naturali. Non entrai in trance, mi ritrovai solo le gambe rosse per gli schiaffetti che mi ero dato alla Vincent, la galleria si riempì di gente, Vincent vendette le sue opere ed andò via. -Nagual ed adesso noi che facciamo dopo che ha esposto l’artista che vola!!!! Noi siamo silenziosissimi!!! Italo rise divertito, espose un mio quadro fuori e mi disse di dire il titolo a chi me lo chiedeva. Passò tanta gente e tutti dicevano: -Bello San Lorenzo! -No, il titolo è ‘la strega è scappata dal quadro’ Si riempì la galleria di gente a vedere i dipinti del Nagual e la sua strega , così capì Italo e Vincent: bisogna essere per apparire. Rividi Vincent nella sua casa museo dopo un po’ di anni, dopo tanto ritornai ieri ed ho capito il vero significato dell’opera artista ed il suo stato casa museo che si oppone ai poteri forti infrangendoli. Grazie Vincent, vado a dipingere con entusiasmo e buon “No Axa a tutti”.

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