Quanto costa costruire Eutopia? Non si sa

Airan Berg, direttore artistico Lecce2019, non rivela il suo compenso

L’UTOPIA SENZA SOSTANZA. La Lecce del futuro si costruisce con la trasparenza. Ma #Lecce2019 proprio non ce la fa

Oggi sarà una bella giornata per Lecce. La città si sta mettendo in gioco da quando è tra le finaliste nella corsa ad essere nominata capitale europea della cultura per il 2019. Si sta “ripensando”. La sfida lanciata dal direttore creativo Airan Berg è di quelle che fanno leva all’aspetto emozionale, sognatore, idealista di ciascuno di noi: l’Utopia. Fare di Lecce l’attuazione di un progetto utopistico della città. L’utopia che diventa realtà. La fantasia al potere. Bello, bello, nostalgico, antico, eppure sempre attuale. Perché i sogni lo sono. Siamo fatti della stessa materia dei sogni, diceva Prospero nella Tempesta di Shakesperare. Rinunciare ai sogni significa rinunciare a se stessi. Stuzzicando queste corde, che i ragazzi ancora accarezzano sulla superficie della loro pelle e della loro anima e che gli adulti hanno ricacciato in fondo, dimenticandosene poi, lo staff di Lecce2019 è riuscito a smuovere una gran quantità di persone e associazioni. Il volontariato a Lecce e in provincia è folto, è attivo. Hanno sposato in tanti l’utopia di Lecce 2019: come si fa a dire “vuoi l’utopia”? e a rispondere “si, ma quando mi paghi”?. Saresti tacciato di disfattismo e iperrealismo. Non si fa. E così tutti a fare volontariato, gratis, per l’Utopia. Lasciando il guadagno ad altri o aspettando che una briciolina dell’utopia riempia le proprie tasche di sognatore. Tutti insieme, quindi, tutti a riprogettare il futuro, con le tasche vuote. Forza, il Tacco è il primo a crederci. Airan Berg e lo staff di Lecce2019 e i dirigenti comunali e il sindaco e i suoi assessori e la maggioranza e l’opposizione dormiente, hanno però fallito nel fare di quest’occasione per davvero una reale occasione di crescita collettiva. Hanno dimenticato di dire e scrivere come si muove questa bella macchina di Lecce2019. Perché sono in tanti a prestare la propria opera di volontariato, ma tanti ad essere pagati, profumatamente. Hanno quindi omesso di pubblicare sul sito di Lecce2019 e sul sito del Comune, e sulla parte di sito dedicata agli ‘open data’ ai dati trasparenti, da dove arrivano questi soldi, e quanti sono, e come vengono spesi. Non avendo trovato da nessuna parte i dati trasparenti che cercavamo sulla gestione finanziaria di Lecce 2019, li abbiamo chiesti direttamente ad Airan Berg, dal momento che lo stesso staff Lecce 2019 ci comunicava che Berg era disponibile a rilasciare interviste. Ecco dunque le domande che abbiamo fatto ad Airan Berg: Quanti finanziamenti finora sono stati spesi? Qual è la loro provenienza (fondi Ue? se si, quale misura? Fondi comunali? se si, quale capitolo di spesa?) Come sono stati spesi? (vorremmo sapere le singole voci di spesa per i singoli eventi/iniziative) Incarichi a persone: quanti e di quali importi e a chi? Come sono stati selezionati i consulenti: avviso pubblico? chiamata diretta? come sono stati selezionati i progetti? Bandi/avvisi pubblici per le ditte: quanti? a chi sono stati affidati? gli importi? e per far che cosa? Direttore artistico: a quando ammonta il suo incarico? totale della spesa? quanto è costato in tutto il 'bid book'? chi l'ha scritto? Airan Berg non ha risposto alle domande, neanche a quella sul suo compenso, nonostante la sua ‘disponibilità ad essere intervistato (su cosa? Su domande reputate piacevoli?), ma ha girato le domande a Raffaele Parlangeli, responsabile della gestione finanziaria del progetto Lecce2019, il quale ci ha rimandato al dopo 18 ottobre (cioè non una data precisa, ma una qualche data dopo il 18 ottobre). A Parlangeli abbiamo chiesto almeno il totale della spesa per la candidatura (cioè anni 2013-2014) e il compenso di Airan Berg. Ma a: telefonicamente ci ha detto che ha bisogno di fare ‘dei conti’ per sapere. In realtà almeno questo è un dato che si sarebbe potuto fissare a mente, perché è contenuto nel dossier di candidatura: per il 2013 e 2014 è stata preventivata la spesa di 700mila euro (in realtà ci sono dati contrastanti: da una tabella vien fuori la somma di 600mila in un’altra di 700mila). Di queste somme spese in parte o in totale e di più, non abbiamo trovato traccia sull’albo pretorio del Comune, dove dovrebbe afferire il Centro di spesa pubblica. Né traccia di incarichi, selezioni di progetti, ecc. Da notare che le altre candidate a capitale europea della cultura pubblicano tutte le spese e incarichi nel dettaglio. Comunque, poiché al contrario dell’Italia e del sud e di Lecce, la comunità europea è cristallina e chiede di indicare con precisione, nel dossier di candidatura, le somme da spendere anno per anno e la loro provenienza: abbiamo quindi potuto ricavare le somme preventivate alla Ue. //IL BUDGET DI LECCE 2019 2013-2021: spesa operativa prevista: 40 milioni; di cui 4 dal governo nazionale; 5 del comune di Lecce, un milione dalla Regione Puglia, 14,5 milioni dalla Unione europea (come fondi strutturali); 1,5 milioni dalla Ue come contributo alla città; 3 dalla Provincia di Lecce; 2 dal comune di Brindisi; 3 da altri enti; 6 da sponsor privati. Pubblichiamo questi dati in attesa che il comune di Lecce ci fornisca gli altri nel dettaglio. L’Utopia è una bella cosa, ma rimane un guscio vuoto se si proclama senza metterla in pratica. Per il Sud, per Lecce, ma oserei dire per l’Italia, l’Utopia ha come prima urgenza la trasparenza e la legalità. Una Lecce diversa, una Lecce del futuro, la Lecce pensante e sognante e idealista (nonostante tutto) che oggi sarà per strada per dare il meglio di sé a beneficio dei commissari, non può non esigere questo. Oggi tutti a fare il tifo, tutti uniti per vincere, ma da domani bisogna chiedere conto.

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