L’orto? S’impara a scuola

Un percorso didattico per imparare ad apprezzare i doni della Natura

//PROFESSIONE FUTURO// Nardò. Gli alunni dell'Istituto comprensivo Polo 1, con Coldiretti e slow food, per scoprire i segreti della campagna

di Redazione Imparare con dietro ogni singolo, minuscolo, chicco di grano, c’è una mano che l’ha seminato, poi raccolto, poi macinato, poi impastato, poi seccato, poi confezionato, per farlo diventare…uno spaghetto: vi pare poco? E, ancor di più, seminarlo con le proprie, piccole dita: sarà un miracolo. E’ il grande sforzo su cui da oggi è impegnata Coldiretti lecce, con Slow food, per avviare gli alunni dell’Istituto comprensivo Polo I di Nardò alla scoperta dei segreti del mondo agricolo, cioè del cibo. Parte oggi infatti un percorso didattico del tutto unico: si chiama “L'orto a portata di mano” e consiste in una serie di laboratori di orticoltura biologica, da settembre sino a maggio, nell'azienda “Raimondo Portorico” a Nardò. Ed è proprio nell'azienda rurale di Nardò, in via D'Annunzio 60, che oggi gli studenti porranno i primi semi del laboratorio di orticoltura. Tutti gli alunni, affiancati dagli studenti-tutor delle scuole in rete, dopo un primo momento di formazione in aula con gli esperti della Coldiretti e Slow Food, saranno coinvolti in attività laboratoriali nell’azienda Portorico dove semineranno ortaggi, verdure, grano, raccoglieranno olive, costruiranno una compostiera, utilizzeranno i colori delle piante e dei fiori per dipingere, infine tutti nel laboratorio di cucina per gustare la bontà dei prodotti. Un vero e proprio viaggio alla scoperta della natura che gli alunni faranno assieme ai genitori e ai nonni. Un percorso che consentirà di scoprire la bellezza dei ritmi naturali di crescita delle piante e del cibo sano e genuino. Il progetto si realizzerà attraverso le seguenti attività: coltivazione dell’orto in barattolo, coltivazione dell’orto in contrada Mangani; osservazione e cura di coltivazione dell’azienda: le semine, i trapianti e lo sviluppo degli ortaggi fino alla raccolta; lavorazione del terreno, semina, annaffiatura, diradamenti, pacciamatura, sarchiatura, raccolta. Ed ancora, riconoscimento degli ortaggi, dei cereali, delle piante aromatiche e delle varie piante presenti nell’orto; semina delle seguenti specie: grano, zucchine, carote, finocchi melanzane, erbe aromatiche; allestimento di un sito di compostaggio a scuola e nell’azienda Portorico. Realizzazione di un opuscolo informativo sui rifiuti biodegradabili. Infine, corretto utilizzo degli attrezzi da lavoro e loro manutenzione ed uso dell’attrezzatura individuale (guanti, grembiule, cappello). “Il rapporto corretto e responsabile con la natura può arricchire la sensibilità, il senso estetico, il valore dell’amicizia, la percezione del mistero della vita, ancora presente nonostante molte dissacrazioni tecnologiche, nell’armonia degli equilibri viventi”, dicono gli organizzatori del progetto. Partner dell'iniziativa, oltre a Coldiretti Lecce “Campagna Amica”, sono il Comune di Nardò, l'Istituto “Moccia” e il Liceo Artistico, l'azienda Portorico Raimondo, l'associazione Cultura e Pubblica Istruzione, Slow Food Nardò, Consorzio agrario Nardò, Legambiente Nardò, Polizia Municipale e Bianco Igiene Ambientale. “Un orto di Campagna Amica – dice Teresa Buttazzo, responsabile di Campagna Amica di Coldiretti Lecce, è un luogo dove si sperimentano metodi di coltivazione e pratiche rispettose dell’ambiente. Contribuisce al mantenimento della biodiversità, alla conoscenza di pratiche sostenibili tra cui la gestione razionale dell’acqua, la gestione dei consumi energetici, il ridotto utilizzo di concimi minerali e pesticidi di sintesi sostituiti da prodotti naturali, con l’ introduzione di sistemi di coltivazione biologi o integrati”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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