Caserma ex massa. Tar: al via il parcheggio sui resti del '500

Comune di Lecce contro il Ministero dei beni culturali. Cultura o asfalto?

//CEMENTO2019// Lecce. Per il Tar di Lecce si può fare il parcheggio e centro commerciale sui resti della chiesa scoperti con i lavori sull'ex caserma Massa

Il Tar di lecce ha accolto il ricorso del Comune di Lecce e della ditta De Nuzzo (ad adiuvandum). Così il cantiere dell’ex caserma Massa può ripartire. Tutto iniziò due anni fa, quando partirono gli scavi. Si tratta di una zona densa di storia, peraltro studiata e conosciuta. LEGGI QUI LA STORIA DELL’EX CASERMA MASSA ED EX SANTA MARIA DEL TEMPIO E SFOGLIA I REPORTAGE Proprio lì la ditta De Nuzzo vuole costruire un centro direzionale con 500 posti auto, 200 uffici e spazi commerciali, attraverso un accordo con il comune di Lecce che pesa 21 milioni di euro per la durata di 90 anni. Poteva farlo, perché nel 1997 il Dipartimento dei beni culturali in una relazione aveva escluso la particolare rilevanza archeologica del sito; tuttavia i fatti hanno smentito quelle valutazioni. Nel 2012 poi la Sovrintendenza aveva dato il a osta al progetto, ma con diverse prescrizioni. Intanto la tutela architettonica: bonifica dell'area per consentire il recupero di tutti i materiali e la successiva catalogazione dei reperti presenti; e sistemazione della piazza con riproposizione della planimetria delle strutture conventuali e della Chiesa con il conseguente ricollocamento in un sito specifico. Nel luglio di quest’anno è poi arrivato il parere della direzione generale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, che vi ha aggiunto ulteriori prescrizioni. Prescrizioni necessarie per salvaguardare l’area archeologica ma incompatibili, secondo il comune e la ditta De Nuzzo, con il progetto presentato. Così il Tar, invece di anare il progetto perché incompatibile con la presenza dell’area archeologica, ha ‘anato’ l’area archeologica perché incompatibile con la presenza del cemento. Una decisione paradossale, motivata dal fatto che, secondo il Tar, non è stato adeguatamente motivata dagli enti pubblici regionali la necessità di rivedere il progetto, ma tale revisione è stata solo auspicata. Il comitato per la tutela dell’ex Massa-Santa Maria del Tempio, così ha commentato la notizia: “Prendiamo atto della sentenza del Tar Lecce e del punto di arretramento che la stessa costituisce con riferimento alla possibilità che gli interessi deboli, ma diffusi, trovino ingresso nelle aule di giustizia di questo Paese. Ci auguriamo che il Ministero dei Beni Culturali, salva la concreta possibilità di appello al Consiglio di Stato, voglia – nel riesercizio del suo legittimo potere amministrativo – espliciti le ragioni che hanno condotto al parere definitivo del 30.06.2014 emesso dalla Direzione Regionale dei BB.CC. e che il TAR ha ritenuto non essere state sufficientemente esplicitate. In ogni caso facciamo appello al Sindaco e anche ai consiglieri comunali di farsi carico delle domande della cittadinanza attiva che il TAR ha ritenuto di non poter esaminare, riaprendo un percorso democratico, di partecipazione e di condivisione delle scelte strategiche, che finora è stato eluso e anche riattivando gli spazi di dialogo che la Convenzione concede. La città che sta concorrendo per diventare Capitale Europea della Cultura, che si appresta ad essere esaminata dai commissari dello stesso Ministero con il quale è in guerra, non può permettersi di chiudere gli occhi e avviare le ruspe su un bene culturale che la sua millenaria storia le ha regalato”. LEGGI ANCHE: SALVEMINI: 'SU CASERMA EX MASSA COMUNE E PRIVATI TROVINO UN ACCORDO'

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