Settori: il più diffuso è il commercio

//SPECIALE GIORNATA ECONOMIA,6// Diminuisce il totale di imprese iscritte alla CCIAA. Crescono le utilities

6. Il sistema imprenditoriale Il tessuto imprenditoriale della provincia di Lecce conta alla fine del 2013 su 72.251 imprese, di cui 63.387 attive (pari all’87,7%). Il saldo tra nuove imprese iscritte (5.430) e imprese cessate (6.109) risulta negativo (-679) rispetto al 2012. La “torta” dei settori assegna al commercio la “fetta” più grande (33,8%). Seguono costruzioni (15,6%), agricoltura (14,7%), attività manifatturiere (9,6%), alloggio e ristorazione (7,5%) e altre attività di servizi (5%). In Puglia risultano marcatamente diversi i dati su agricoltura (24,1%) e costruzioni (12,5%). Nel quinquennio 2009-2013 sono aumentate le imprese del commercio (erano al 33,1%), delle costruzioni (erano al 15,3%), dei servizi di alloggio e ristorazione (erano al 6,6%) degli altri servizi (erano al 4,7%). Sono calate invece le unità attive in agricoltura (erano 16,9%) e industria (erano 10,8%). Nell’ultimo anno a Lecce è incrementato il numero di imprese impegnato nel settore delle utilities (energia elettrica, gas e vapore) con un tasso di crescita al 32,5%, della sanità e assistenza sociale (+7,2%). Agricoltura, silvicoltura e pesca hanno complessivamente perso il 5,2% del proprio stock imprenditoriale. Particolari le dinamiche interne al settore manifatturiero. In Italia il comparto ha subìto un ridimensionamento dovuto alla crisi economica con un calo del 2,1%: a Lecce perde il 3,5%. Nel Salento il settore è composto nel 2013 da 6.109 imprese, concentrate maggiormente in imprese che lavorano prodotti in metallo (1.076), industrie alimentari (934), imprese di abbigliamento (747), imprese che lavorano prodotti in legno (708). Tutte le variazioni registrate lo scorso anno sono state però negative: -3,2% per i prodotti in metallo, -0,8% per le industrie alimentari, -5,8% per l’abbigliamento e -3,7% per i prodotti in legno.

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