Scivolone Tap. Non paga 100 euro per l’istruttoria

Melendugno. Tap diffida la Regione a procedere celermente. Gli Uffici rispondono: ‘Prima pagate e date integrazioni richieste’

Diventa una comica l’iter autorizzativo per la TAP. Se in realtà non nascondesse la tragedia del voler costruire un’infrastruttura mastodontica in un ecosistema delicatissimo e sotto tutela ambientale: il litorale di S. Foca. L’ultimo atto della tragi-commedia è andato in scena il 10 giugno scorso: la Regione risponde ad una diffida della Tap, che il 3 giugno chiedeva agli Uffici regionali di rilasciare con celerità le autorizzazioni necessarie per eseguire i sondaggi via terra, in agro di Melendugno, per la realizzazione del celebre ‘microtunnel’ dal diametro di 3 metri (quindi tanto micro non è…). E risponde, la Regione, dicendo che la TAP deve prima pagare gli oneri per l’istruttoria (circa 100 euro) e, oltre a pagare, deve integrare la richiesta con nuovi documenti, in base alle indicazioni della Regione: cosa che Tap non ha fatto. Inoltre, cosa ancor più grave, la Regione scrive che non è ben chiaro perché la TAP voglia perforare proprio nei punti indicati: le carenze della richiesta sono grossolane, se non grottesche. Manca l’indicazione esatta dei punti geografici di perforazione (cioè non esplicitano dove vogliono fare i sondaggi), mancano ‘ortofoto’ leggibili, “la descrizione delle modalità di perforazione è alquanto generica per un ambiente così delicato e tutelato, inoltre – scrive la Regione – tutti gli interventi sulle dune o in zona retrodunale, per prassi, devo essere sottoposti a valutazione d’impatto ambientale (di cui è competente l’Ufficio Ambiente ella Provincia)”. Infine, scrive la Regione “dalla relazione tecnica non si evincono motivazioni esaustive che rendano indispensabile la localizzazione richesta”. Come dire: non si capisce perché volete perforare proprio lì. Che è come dire: non si capisce perché il gasdotto deve passare proprio da lì. Già, perché?

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