Petrolchimico ENI. I sindacati chiedono Commissione

Brindisi. Cgil, Cisl e Uil vogliono una clausola nei futuri appalti che tuteli i livelli occupazionali nei passaggi di consegna dei cantieri

La richiesta è unitaria: Almiento, Fumarola e Licchello, segretario generale rispettivamente di Cgil, cisl e Uil di Brindisi, chiedono che si tutelino i lavoratori dell’indotto del Petrolchimico, istituendo con urgenza la Commissione prevista (Delibera di Consiglio comunale n. 22 del 14 aprile 2014). Il problema, annoso, risiede nel fatto che dai lavoratori delle ditte appaltatrici del comparto chimico all’interno dello stabilimento ENI/ VERSALIS di Brindisi vivono una situazione cronica di precarietà, in bilico ad ogni rinnovo di contratto, ad ogni nuovo appalto. L’intento dei sindacati è inserire una clausola, all’interno dei nuovi bandi, che salvaguardi i livelli occupazionali ad ogni passaggio di consegne di cantiere. “In una fase di così grave crisi occupazionale – -scrivono – le Istituzioni tutte sono chiamate a tutelare l'occupazione specie quando si tratta di tutte le attività date in appalto, tanto nel privato quanto nel pubblico, dove ad ogni rinnovo di gara i lavoratori hanno sempre meno garanzie occupazionali e meno sicura nei luoghi di lavoro”. I sindacati chiedono dunque “riscontro rispetto alla costituzione del gruppo di lavoro” per avviare “il confronto con i vertici del gruppo ENI, alla presenza del Prefetto, delle parti sociali, dell’Ispettorato del Lavoro. Per concordare un protocollo, partendo da quello sottoscritto in prefettura in data 5 ottobre 2009, finalizzato ad assicurare una clausola sociale di salvaguardia dei livelli occupazionali nei passaggi di cantiere, da inserire nelle gare di affidamento dei lavori alle ditte appaltatrici. Il tutto unitamente alle clausole tendenti a garantire anche il rispetto della legalità e della sicurezza del lavoro, quale criterio da tener conto nell’ambito delle gare, superando la modalità del massimo ribasso”. I sindacati denunciano che “gli ultimi cambi di appalto hanno comunque prodotto un peggioramento nelle condizioni di lavoro, quindi è indispensabile un’interlocuzione con ENI prima che siano definiti i bandi per le prossime gare e, per questo, i margini temporali sono ormai ristrettissimi. Inoltre, sarebbe utile, in questa fase, avere certezze da ENI sugli investimenti programmati per la fermata prevista per settembre prossimo e sul complessivo piano industriale previsto per lo stabilimento brindisino. Facciamo presente, intanto, che tutti i lavoratori interessati alle attività dell’indotto, da tempo aspettano soluzioni rispetto alle criticità che affrontano ogni giorno e siamo preoccupati per il clima di tensione che cogliamo esserci nelle diverse unità produttive. Confidiamo quindi in un riscontro urgente alle nostre richieste al fine di evitare che il disagio sfoci in forme di protesta sicuramente dannose sia sul versante sociale sia sul versante produttivo”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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