Piazza Palio. Il destino di un’incompiuta

// SPECIALE//Lecce. Opere pubbliche mai realizzate, inadempienze da parte di tutte le società che si sono susseguite per la gestione della “Fiera” di piazza Palio. Tutti citati in giudizio

di Marilù Mastrogiovanni Ancora bruciano sulla pelle dei cittadini leccesi le vicende del filobus e del Tribunale civile di via Brenda. Adesso il nuovo contenzioso di piazza Palio è come sale sulle ferite del bilancio comunale e sulle tasche dei cittadini. A memoria d’uomo, la piazza, potenzialmente una bellissima area attrezzata da destinare a servizi sportivi e culturali pubblici, è sempre stata una spina nel fianco del Comune di Lecce. Abbandonata in passato, semiabbandonata oggi, nonostante il tentativo del Comune di farne una “Fiera” che fosse punto di riferimento per il Salento, dopo la decadenza e le vicende giudiziarie della fiera di Galatina. La Giunta comunale di Lecce ha dato mandato agli avvocati per costituirsi in giudizio contro le varie società e associazioni temporanee d’impresa che si sono succedute nella gestione dell’area, perché nessuna ha ottemperato agli obblighi che, da contratto e da bando pubblico, prevedevano la realizzazione di infrastrutture pubbliche in cambio della gestione dello spazio. La vicenda ha inizio 9 anni fa, nel 2005, quanto con un avviso pubblico il Comune invitava gli interessati a presentare proposte per la gestione dell’area in project financing. Arrivò una sola proposta, della ATI Spes-Garrisi Corrado così, prima la Giunta poi il Consiglio comunale approvavano il progetto. Il dirigente Lavori pubblici nel 2007, ed erano già passati due anni, ha poi ha indetto una gara a procedura aperta per l’affidamento dei lavori di riqualificazione. Affidati i lavori alla Mi.PA. costruzioni, il Comune ha affidato quindi all’ATI Spes-Promofiere Service, subentrata a Corrado Garrisi, la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere di riqualificazione, la realizzazione della tensostruttura, la gestione e manutenzione della stessa tensostruttura, in cambio della cessione in uso di tutta l’area, così, negli intenti, riqualificata. L’ATI concessionaria ha sì realizzato, e usato, la tensostruttura, ma non ha realizzato, scrive il Comune, le infrastrutture di riqualificazione dell’area. E siamo arrivati al 2013: il Comune con due note sollecita la Lecce Eventi, subentrata alla vecchia ATI, a concludere i lavori. Ma a. Il motivo, comunica la Lecce Eventi al Comune, è che il progetto è mutato negli anni, così come la superficie totale destinata alla Fiera, e non era possibile perciò concludere il progetto originario. L’ufficio Lavori pubblici però, nel frattempo, aveva rilevato una serie di difformità e incongruenze contabili nei bilanci presentati dalla Lecce Eventi, società che affermava di aver sostenuto spese superiori a quanto preventivato, senza però presentare le fatture relative alla presunte e dichiarate spese “eccessive”. Così, sollecitata per l’ennesima volta dagli uffici e non avendo risposto allegando la documentazione richiesta, la Giunta comunale delibera di chiamare in giudizio la Lecce eventi per inadempienza contrattuale. Ora, al di là dell’esito del giudizio, la città dovrà fare i conti con le perdite in termini di mancati guadagni e di effettivo ‘peso’ sul bilancio comunale. “Si apre ora un procedimento giudiziario dai tempi non prevedibili e il cui esito conclusivo è nelle mani dei giudici e degli avvocati delle parti – scrive Carlo Salveminio, capogruppo di Lecce bene comune sul suo blog. Quello che oggi rileva – dice Salvemini – è che una vicenda politica amministrativa segnata da troppe superficialità, distrazioni, inadempienze, ritardi che Lecce Bene Comune ha posto per la prima volta all’attenzione dell’opinione pubblica nell’aprile del 2013, viene di fatto azzerata. Dopo sette anni si è costretti a prendere atto che quel project financing, che per trent’anni assegnava l’uso di Piazza Palio ad un societa privata per lo svolgimento di fiere commerciale, è stato caratterizzato da “perduranti inadempienze“. Che anche in questo caso, come in quello della LUMAS, qualcuno distrattamente s’era dimenticato di evidenziare prima del nostro intervento. Questa non è una nostra vittoria. E’ principalmente la sconfitta di un progetto sbagliato, urbanisticamente approssimativo, architettonicamente sgradevole, impalpabile nella valutazione dell’interesse pubblico. Ci vorrà del tempo per sapere se quando quel tendone in Piazza Palio verrà smantellato. Impieghiamolo, intanto, per decidere cosa vogliamo fare di quella grande area pubblica”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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