Tutela della costa, le armi della Regione

//SPECIALE EROSIONE COSTE// 4// Lecce. Piano paesaggistico e Piano d’ambito; ma anche progetti di tutela degli ambienti marini condotti a livello internazionale. Così Via Capruzzi combatte l’erosione

LECCE – Pianificare l’uso del territorio costiero indicando che cosa si può fare e dove. E’ il ruolo della Regione Puglia, presente al convegno sull’erosione organizzato dal CMCC attraverso Antonello Antonicelli, dirigente del Servizio Ecologia dell’assessorato alla Qualità dell’Ambiente. Antonicelli ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra nella definizione delle strategie da mettere in atto per contrastare il fenomeno erosivo, illustrando quali siano, in questo quadro di collaborazione, gli strumenti di cui la Regione si serve per raggiungere l’obiettivo. L’elaborazione di strategie efficaci non è un compito semplice, ha riferito il dirigente regionale, soprattutto considerando che la Regione Puglia ha oltre 1000 km di litorale, con peculiarità differenti da tratto a tratto, con porzioni di costa alta e porzioni di costa bassa. “Ragionare in termini di insieme è sbagliato. Il territorio va analizzato da vicino. Solo allora può essere possibile definire una corretta pianificazione degli interventi”. Diversi sono gli strumenti di pianificazione messi in campo da Via Capruzzi per giungere ad un livello efficace di salvaguardia del territorio, primi tra tutti il Piano paesaggistico ed il Piano di ambito. “Se andiamo ad indagare in maniera più specifica le previsioni dei Piani regionali che si occupano di uso del territorio e della costa, notiamo numerosi elementi di novità rispetto al passato – ha commentato Antonicelli -, ma soprattutto traiamo l’indicazione che il territorio costiero deve essere sempre meno adibito a fini di urbanizzazione diretta”. Il dirigente ha poi riconosciuto come in Puglia siano numerosi gli esempi consolidati di aggressione delle costa in termini di infrastrutturazione e di edificazioni rispetto ai quali oggi si intende segnare un punto di discontinuità sul passato. “La costa e il mare sono fortemente vocati all’uso degli stabilimenti, meno vocati all’attrezzamento di aree parcheggi e areee urbanistiche. Su questi, il Piano paesaggistico introduce elementi di novità che puntano al recupero delle aree costiere fortemente antropizzate in passato. C’è un’idea nuova dell’uso del territorio che passa attraverso interventi di recupero e di rinaturalizzazione che sono immaginati come funzionali all’incremento dei fattori di sicurezza del territorio; un territorio degradato, sfruttato aggredito è più vulnerabile rispetto ad uno che conserva la sua naturalità”. Ma la pianificazione della Regione è anche una pianificazione economica, dal momento che l’Ente organizza e programma l’uso delle risorse autonome ma anche dei fondi strutturali di cui ancora beneficia in quanto Regione convergenza, dove trovano copertura diversi interventi finalizzati alla salvaguardia del territorio, come la mitigazione degli impatti e la valorizzazione delle attività. “Su questo si segna un passaggio importante – ha spiegato Antonicelli -. Programmiamo l’utilizzo dei denari 2007/2014 e prevediamo all’interno della programmazione interventi funzionali di difesa del suolo classica, di valutazione del rischio sismico, del rischio idrogeomorfologico, introducendo voci che puntano al rafforzamento di idonei sistemi informativi territoriali, di monitoraggio sulle aree costiere, di frana, di abbandono illegale dei rifiuti, che possano fungere da sistema di allerta di popolazioni in caso di pericolo. Su questo abbiamo acceso una riflessione significativa e sarà altrettanto significativo il ruolo degli enti di ricerca”. Ecco spiegata la necessità di un lavoro sinergico tra i vari attori istituzionali, economici e di controllo. “Come assessorato abbiamo sviluppato delle camere di confronto nelle quali gli enti di ricerca territoriali hanno potuto contribuire ad informare l’Amministrazione delle punte avanzate di ricerca in uno scambio sinergico e non chiuso tra i vari soggetti della Pubblica amministrazione. Questo ha portato la Regione ad essere partner e leader in numerosi progetti internazionali che hanno come tema il mare: Adriplan (che ha come obiettivo lo studio dei conflitti nell’uso delle risorse del mare) e Powered (che punta alla valutazione del potenziale energetico del mare dal punto di vista eolico) ed altri che denotano il ruolo attivo della Regione nelle attività della sostenibilità”.

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