Erosione. Capitaneria: ‘Cittadini abbandonati a se stessi’

//SPECIALE EROSIONE COSTE// 5// Lecce. Il comandante Miriello invoca interventi congiunti pubblico-privato a tutela delle coste. I divieti di balneazione? ‘Preventivi non restrittivi’

LECCE – Il senso dei divieti di balneazione imposti dalla Capitaneria di porto a 50 kilometri di costa salentina considerati a rischio erosione è semplice: prevenire è meglio che correre ai ripari. Gianmarco Mirello, comandante della Capitaneria di porto di Otranto l’ha illustrato nel corso del dibattito sull’erosione che ha avuto luogo a Lecce nei giorni scorsi su iniziativa del CMCC. Si tratta di uno strumento, ha spiegato Mirello, per permettere ai turisti in vacanza nel Salento ed ai salentini stessi, di trascorrere delle vacanze in tutta sicurezza. “Oggi i cittadini sono spesso spaesati relativamente ai permessi di balneazione – ha spiegato Mirello – e noi siamo per loro una sorta di sportello che dà consigli sulle procedure da seguire; cerchiamo di vigilare prima per evitare problemi poi”. Il vero errore del territorio nell’affrontare il fenomeno dell’erosione è, secondo Mirello, la mancanza di coordinamento tra gli enti. “Ci accorgiamo che le attività di contrasto al fenomeno sono portate avanti da singoli, soprattutto da gestori di lidi balneari che decidono di mettere in sicurezza, in autonomia e con fondi propri, la propria porzione di spiaggia. Questo non è giusto perché perde di efficacia. Lavoro nel Salento da molto tempo e non ho mai visto intraprendere iniziative comuni su questo fronte. Ad Otranto sono state aperte tre pratiche distinte relative a tre piccoli ripascimenti, che non avranno alcuna efficacia, o non dureranno a lungo, se non interverranno le istituzioni. Invece queste lasciano i cittadini, da soli, ad occuparsene”. Mirello, come tutti i relatori della conferenza, ha evidenziato la necessità di dare vita ad una pianificazione di interventi a monte, al fine di affrontare il problema con una visione nuova, dall’alto. E, quando alla necessitò dei provvedimenti della Capitaneria di porto, “hanno destato molto scalpore – ha detto – ma in alcuni casi erano già esistenti, anche da prima del 2000; la Capitaneria ha il compito di tutelare la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare. E’ una grande responsabilità. Il dialogo Capitaneria di porto-Guardia costiera è molto efficace ed è stato proprio grazie a quel dialogo se abbiamo potuto confermare i divieti già esistenti. Vorrei invitare a leggerli non come provvedimenti restrittivi, ma preventivi. La prevenzione è alla base della sicurezza”.

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