Nascere alle Cesine

Nascere nella natura significa portarsi la natura nel cuore per sempre. La storia di Cinzia ne è una prova

di Tania Pagliara Con l’intervista che riporto di seguito ho voluto tramandare la storia di Cinzia Carlà, nata e cresciuta nell’oasi delle Cesine, nel Comune di Vernole. Il luogo è una delle poche zone salentine che ha mantenuto l’aspetto tipico della natura tipica, con acquitrini e biodiversità di flora e fauna autoctona. L’oasi sta per essere deturpata da un progetto della ditta Di Nuzzo, già approvato ed esecutivo.

Il progetto del villaggio nell'oasi delle cesine Non ci rassegniamo e continuiamo a batterci ed ad opporci fino alla fine. Leggete ora nelle parole di Cinzia la spiritualità e la magia che trasmette quest’oasi paradisiaca: – Quanti anni hai e che lavoro fai? – Ho 46 anni e mi occupo di naturopatia, molto probabilmente la scelta della mia professione scaturisce dal profondo vissuto della mia infanzia nella natura. – Come mai hai trascorso la tua infanzia nell’oasi delle Cesine? – Sono nata in quel luogo perché i miei genitori vivevano lì, mio padre era un pescatore, ho trascorso tutta la mia infanzia in quel “luogo sacro”, così l’ho sempre definito. Ritengo sia stato un privilegio nascere e vivere l’infanzia a stretto contatto con la natura. Ringrazio i miei genitori e la Madre Terra per avermi fatto questo grande dono. – Come trascorrevi le tue giornate? – Con immensa gioia, immersa nella natura, adoravo giocare nel bosco, ambiente adatto per scoprire, esplorare, sperimentare, “sentire” dentro di me, “fare mio” il senso dell’amore per la vita, perché la natura è vita. Avvertivo la sensazione di essere un tutt’uno con l’universo. Ricordo lo stato di benessere che provavo attraverso l’osservazione dei sensi, visiva, uditiva, olfattiva, tattile, “sentivo” il gusto della vita. Sono esperienze profonde non traducibili verbalmente. – Eri libera di girare da sola nell’oasi? – Naturalmente sì, non vi era alcuna forma di limitazione, i miei genitori mi lasciavano tranquillamente libera di giocare. Tra l’altro non si viveva l’ambiente come pericoloso. – Che cosa ricordi di più di quel posto magico? – L’oasi delle Cesine è un luogo incantato dove luci e ombre si intrecciano magicamente, i suoni giungono ovattati e i colori e i profumi incantano i sensi. E’un luogo in cui tutti gli organismi si uniscono dando vita ad un ecosistema complesso e ricco di biodiversità, ma è anche un luogo magico. La “magia” del luogo, la “sacralità” che vigeva, ha forgiato la mia coscienza e la mia anima. La vita assumeva una dimensione prettamente spirituale. Assumevo ed assumo un atteggiamento di riverenza e venerazione rispetto a quel luogo. Mi ha donato un imprinting spirituale notevole. La magia di quel luogo ha permesso alla mia vera natura di fiorire, senza intralci, senza condizionamenti, naturalmente. Ogni giorno spontaneamente mi mettevo in ascolto, in silenzio, era meraviglioso, entravo in uno stato di beatitudine. Tutt’oggi ricorro spesso a quel luogo per attingere energia cosmica “guaritrice”. – Com’era il tuo contatto con la natura? – Meraviglioso: durante l’infanzia la natura mi ha nutrita, guidata, mi ha preservata, l’ho sempre percepita come una madre, non nel senso archetipico di Madre Terra, ma come la madre che mi ha generata. E’ strano a dirsi, ma è così. Credo di aver vissuto e di vivere un rapporto simbiotico con la natura, non potrei privarmene. – Quali voci notturne ricordi? – Erano tante, difficile distinguerle tutte, sentivo i gufi, le civette, i pipistrelli, i barbagianni, le cicale e tante altre… Ricordo che fungevano da nenia, nel buio della notte mi tranquillizzavano, mi addormentavo con quelle voci e mi svegliavo con altre voci, quelle degli uccelli mattutini. – Ricordi i suoni, gli odori, i colori di quella terra? – Certo che li ricordo, non solo, li vivo. Mi succede spesso di vivere delle “regressioni” legate a sinestesie, in diverse circostanze. La mia professione risveglia continuamente quei ricordi attraverso la stimolazione dei sensi. Sono una naturopata, pertanto attraverso l’utilizzo di tecniche e sostanze naturali rivivo quotidianamente le medesime sensazioni. Non a caso ho scelto questa professione, la considero la mia forza, un perpetuare la mia infanzia nella natura, mantenendo viva la “bambina” che è in me. – Quanti anni avevi quando sei andata via? – Avevo sette anni, fu un trauma. Ho vissuto l’allontanamento come uno sradicamento. Stavo male, non riuscivo ad adattarmi al nuovo ambiente, privo di quella magia. Iniziai a somatizzare il malessere con frequenti emicranie, cambiai radicalmente, non ero più la bambina serena quale ero stata; diventai instabile, aggressiva, sofferente, vivevo nel “buio”. Mi mancava quel mondo, “il mio mondo”, la magia di quel mondo. Nel tempo il mio malessere perdurava, sino a quando un medico disse a mia madre di riportarmi lì; quella fu l’unica terapia che mi permise di guarire. Ogni giorno mia madre mi portava in quel “luogo sacro” dal quale io attingevo l’energia per guarire. La forza della natura è straordinaria. Ritengo sia fondamentale preservare questi luoghi da qualunque forma di alterazione ambientale. Senza la natura non si vive, l’amore per la natura è vita. Noi proveniamo dalla Madre Terra, e se vogliamo continuare a vivere dobbiamo preservarla da qualunque azione invasiva e distruttiva. E’ importante educare i bambini alla natura, perché li accompagna alla scoperta di tutti i sensi. E’ un’esperienza ricca si stimoli: colori, forme, suoni, ma anche odori e sensazioni. E’ importante saper “leggere” la natura che ci circonda in modo completo, percependone al meglio la bellezza e unicità, la sacralità, per farla propria, come ho fatto io. Maria Montessori diceva: “La terra è dove sono le nostre radici. I bambini devono imparare a sentire, a vivere in armonia con la terra”. – Che cosa ti hanno lasciato le Cesine? Quale spiritualità ti hanno trasmesso? – Penso che ci sia solo una spiritualità comune a tutto l’universo,la troviamo ovunque e in chiunque, ma soprattutto in questi luoghi sacri incontaminati. La mia spiritualità è fiorita, senza deviazioni, come anche l’amore per la natura e di conseguenza per la vita, grazie all’esperienza vissuta presso l’oasi delle Cesine. Ho capito quanto sia importante il contatto con la natura per vivere in equilibrio con se stessi e con il mondo. Il senso di appartenenza e di identità: io sono e ci sono perché esiste la natura. Senza di essa la vita non ci sarebbe. Noi nasciamo dalla natura, lo dice anche l’etimologia della parola. Il termine deriva dal latino “natura”, participio futuro del verbo “nasci” (nascere) e letteralmente significa “ciò che sta per nascere”.

Zànà la fata

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