Ilva, Stefàno sollecita Renzi

Roma. Il senatore (Sel) chiede al Governo di incalzare l’azienda affinché rispetti gli impegni di investimento per l’ambientalizzazione e verso i fornitori

ROMA – “Anche l’indotto sta soffrendo per questa situazione di impasse. Il tessuto socio-economico ad esso collegato è ad un passo dal crollo: il governo intervenga con urgenza e incalzi l’azienda”. Il senatore pugliese Dario Stefàno (Sel) interviene nuovamente sulla vicenda Ilva con una interrogazione al presidente del Consiglio a cui chiede di intervenire affinché Ilva rispetti gli impegni assunti in ordine agli investimenti per l’ambientalizzazione dello stabilimento ma anche verso i propri fornitori. “Registriamo – spiega Stefàno – una drammatica crisi di liquidità delle imprese impegnate nell’indotto a causa dei ritardi nei pagamenti da parte di Ilva per lavori e forniture. Le aziende, già stremate dalla crisi del settore e da un sistema creditizio che tarda ad offrire il necessario sostegno in questo momento di grave difficoltà, sempre più spesso disattendono anche gli obblighi di natura contributiva per far fronte agli impegni verso dipendenti e fornitori, precludendosi in tal modo anche la possibilità di acquisire nuove commesse”. “Non è giusto insomma – sottolinea Stefàno – che Ilva scarichi ora anche sulle imprese e sui lavoratori dell’indotto le proprie difficoltà a rispettare gli impegni assunti. Il Governo incalzi l’azienda. Peraltro i ritardi nell’approvazione del ‘Piano delle misure di tutela ambientale e sanitaria per lo stabilimento dell’Ilva di Taranto’ e per la predisposizione del ‘Piano industriale di conformazione delle attività produttive hanno già inciso drammaticamente sulla produttività dello stabilimento, causando pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico-sociale del territorio: imprese e lavoratori collegati all’Ilva non possono più attendere oltre, vista la gravità delle emergenze che sono chiamati a fronteggiare”. “Ecco perché – conclude il senatore Stefàno – occorre superare l’impasse per scongiurare drammatiche ricadute per un territorio già duramente provato, con la prospettiva della continuità produttiva che, nel rigoroso rispetto delle norme poste a tutela dell'ambiente, restituisca al Paese uno stabilimento siderurgico moderno e competitivo attorno al quale potrebbe continuare a crescere e consolidarsi un complesso sistema di imprese e lavoratori”.

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