Liberi tutti

Musica per un altro 25 aprile

Anche quest’anno si è festeggiato un 25 aprile; non solo in Italia. La data evidentemente portava bene ai ribelli, e in Portogallo si sono celebrati i 40 anni tondi della Rivoluzione dei garofani, che nel 1974 pose fine a quasi mezzo secolo di dittatura. Le canzoni vi ebbero un ruolo importante. Alcune delle fasi più delicate delle operazioni militari che portarono alla deposizione del dittatore Marcelo Caetano, all’alba di quel giorno, si svolsero dopo la trasmissione alla radio di due canzonette assai diverse, usate come segnale in codice. Una si chiamava “Dopo l’addio”, e quell’anno aveva vinto il locale festival della canzone nazionale (c’è un Sanremo a ogni latitudine). L’altra era invece intitolata al paesello di Grândola, nella regione contadina dell’Alentejo, dove il cantante e poeta José Afonso, servendosi di una strofa chiastica con una musica semplice semplice e un’eco di stivali in marcia di sottofondo, aveva osato immaginare una terra dove il popolo comanda e la fraternità regna sovrana. Un messaggio del genere alla radio, sotto una dittatura, voleva dire che non si poteva più tornare indietro. E infatti, prima che i gerarchi se ne accorgessero, l’esercito e il popolo erano già in piazza. Finì (quasi) senza sangue.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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