‘Garanzia Giovani’, versione Puglia

Bari. Gli assessori Caroli, Sasso e Minervini chiedono misure concrete per agevolare l’occupazione giovanile e maggiori margini di intervento alle Regioni

BARI – Arriva la via pugliese per “Garanzia Giovani”, il programma nazionale che prova a indicare possibili soluzioni ai ragazzi che sono usciti dai programmi di istruzione e di formazione e che sono alla ricerca di una prima occasione di occupazione. E sono stati gli assessori Leo Caroli, Alba Sasso e Guglielmo Minervini, che hanno le deleghe al Lavoro, alla Formazione e alle Politiche Giovanili, a tracciarla: “La Regione – hanno spiegato – intende seguire una strada nuova rispetto a quanto proposto dal progetto del governo nazionale, che presenta numerose criticità”. Questo è stato discusso lo scorso venerdì con le parti sociali: infatti il Governo ha deciso di utilizzare lo strumento del Programma Operativo Nazionale per dare attuazione all'intervento, riservando alle regioni margini ridotti di autonomia. “Il lavoro non si crea per decreto – ha dichiarato Sasso -, ma con la crescita e lo sviluppo. Tuttavia concentrarsi sui bisogni dei ragazzi e delle ragazze, come ha deciso di fare l'Unione europea, è certamente una scelta giusta e condivisibile, una sfida che affronteremo con il massimo entusiasmo e tutta la nostra passione. Anche la stampa nazionale riconosce il ruolo che la Regione Puglia ha svolto in questi mesi. Ma questo non basta. Vogliamo predisporre un Piano regionale per la garanzia Giovani che non si imiti a dare attuazione alle schede predisposte dal Governo, ma che le reinterpreti con creatività, come abbiamo saputo fare in questi anni con programmi che sono diventati un fiore all'occhiello della Regione”. Nell’incontro di venerdì è stato evidenziato come i ritardi nella definizione del PON nazionale e dei meccanismi di attuazione rischino di determinare un effetto preoccupante sui tempi di attuazione complessivi del programma. E’ stata evidenziata la necessità di individuare strumenti di potenziamento della rete dei servizi per il lavoro che potrebbero essere oggetto di un sovraccarico assai difficile da gestire con le scarse risorse umane e strumentali a disposizione. Le parti sociali hanno chiesto di essere coinvolte in tutto il percorso che porterà alla attuazione del programma. “Certo, siamo preoccupati – ha confermato Caroli – per alcune scelte che sembrano delinearsi sulla attuazione italiana di Garanzia Giovani. Le Regioni hanno posto alcune questioni fondamentali al Ministro del Lavoro: condividiamo la scelta di allargare la platea ai giovani sino a 29 anni, ma questo rischia di aggravare il problema della insufficienza delle risorse che già oggi non paiono adeguate, e rende i tempi di gestione da parte dei servizi pubblici e privati sempre più complessi da rispettare. Inoltre, non vediamo alcun investimento sul sistema dei Centri per l'impiego; pretendere che decine di migliaia di giovani possano essere trattati da una rete in cui per decenni si è deciso di non investire alcuna risorsa può rivelarsi velleitario, né possiamo consentire che tutto si traduca esclusivamente in un business per alcuni soggetti privati di intermediazione. Come Regione lavoreremo per dare corpo al meglio al Programma, incentivando la buona occupazione, ma senza ingannare i giovani, incentivando la buona occupazione, e utilizzando anche i nostri strumenti, a partire dall'auto-impiego del programma Nidi”. “Già nel mese di gennaio – ha ricordato infine Minervini – la Regione Puglia ha avviato il nuovo Piano Bollenti Spiriti ‘Tutti i Giovani sono una risorsa’, in gran parte rivolto ai Neet. Ora questa ed altre esperienze regionali arricchiranno e integreranno il Piano regionale Garanzia Giovani. Vogliamo rendere i giovani stessi protagonisti della lotta alla disoccupazione. Ad esempio rilanciando e innovando il Servizio Civile che può diventare uno strumento per rimettere in circolo le loro energie e aiutarli a scoprire i loro talenti inespressi”. Articolo correlato: Giovani senza lavoro: un miliardo e mezzo per aiutarli

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