Il cammino di Francesco

// LA STORIA DELLA DOMENICA// Casarano. La storia di un bambino e del suo papà, che non si arrende e fa di suo figlio il figlio di un’intera città

Di Valentina Isernia CASARANO – C'era una volta. Vogliamo cominciarla così questa storia, perché non ha a da invidiare a quelle fiabe che, da piccoli, ci raccontano per insegnarci a vivere nel mondo. Il piccolo, grande eroe di questo racconto è Francesco Sarcinella. La sua è una bella storia, da raccontare proprio fin dal principio, da quando la madre scopre del suo piccolo in arrivo: i medici le avevano assicurato che no, non era proprio possibile che accadesse, a causa della malattia di cui soffriva; ma il piccolo miracolo ormai era lì, cresceva dentro di lei, e andava protetto e amato al di là di qualunque pericolo che la sua nascita poteva comportare. Ma il piccolo Francesco aveva troppa fretta di vedere il mondo e nasce, prematuramente, sette mesi dopo. Nei primi sei mesi di vita, cominciano a manifestarsi i segni delle complicazioni subentrate alla nascita: a seguito della crisi respiratoria e dell'emorragia celebrale, al piccolo viene diagnosticata una doppia emiparesi, una condizione piuttosto rara, che va principalmente a danno degli arti inferiori e, meno gravemente, di quelli superiori. La situazione già difficile, diventa drammatica quando, all'età di quattro anni e mezzo, Francesco perde la sua mamma, Maria Luisa, che lascia il marito Renzo e il figlio maggiore a prendersi cura del suo piccolo miracolo. Renzo ci racconta dei momenti bui vissuti in quel periodo, dell'incertezza, della paura, dei frequenti viaggi verso Reggio Emilia per i controlli medici di cui Francesco aveva bisogno, della disponibilità economica sempre più scarsa, che lo portavano troppo spesso a chiedere aiuto finanziario a persone che volevano lucrare sulle sue difficoltà. Ma questa è una favola, e nelle favole il “cattivo” deve e può essere sconfitto. Così Renzo ci parla anche del raggio di luce che ha intravisto all'orizzonte quando ha deciso di farsi aiutare, con la limpidezza di chi vuole solo il mezzo per raggiungere un fine onesto: la felicità del proprio bambino. Per stare meglio, per camminare sulle proprie gambe, Francesco aveva bisogno di cure particolari: sei mesi di ossigenoterapia – una particolare terapia che qui in Italia non è possibile fare – in camera iperbarica a Fort Lauderdale, negli Stati Uniti. Per far sì che un altro miracolo accadesse è scattata una gara di solidarietà come poche sul territorio. L'eroe di questa fiaba non aveva una, ma migliaia di “fatine buone” sparse in tutto il suo paese, Casarano, e anche oltre. In poco tempo e grazie all'aiuto di Don Antonio Pinto, Francesco è diventato il figlio, il fratello, il nipote di tutti. Renzo ci racconta commosso e felice delle quattro coppie che, su suggerimento di Don Antonio, hanno rinunciato all'acquisto delle bomboniere per il proprio matrimonio per devolvere il corrispettivo a favore della causa di Francesco; ma non solo. Manifestazione sportive, culturali, musicali, tutte per Il Cammino di Francesco. Dei 90.000 euro necessari, sul conto aperto esclusivamente per sostenere i costi delle cure e dei viaggi ne sono arrivati 130.000. Al suo ritorno, Francesco ha toccato il suolo italiano con i suoi piedi e, percorrendo da solo, una domenica, la navata della chiesa del S. Cuore, ha ringraziato i suoi angeli, mostrandosi pronto alla terapia riabilitativa intensiva per fare sempre di più, sempre meglio. A distanza di qualche anno, dalla pagina Facebook gestita da Renzo vediamo Francesco sorridere ancora alla vita e alla speranza, con i suoi progressi e i nuovi ostacoli che, purtroppo, gli si sono parati davanti. Oggi si accende una nuova luce per lui: dimezzando i costi, potrà sostenere nuove cure, più a lungo e più vicino a casa in un nuovo centro sorto a Nuova Delhi, in Slovacchia. In poco tempo la macchina si è rimessa in moto e sono ripartiti eventi per la raccolta fondi. Renzo ci racconta con orgoglio della suggestiva XVII edizione de U Santu Lazzaru: un'allegra compagnia che con il sorriso, tamburelli e pifferi regala un po' di gioia per le strade di Casarano chiedendo in cambio viveri – che saranno devoluti alle famiglie più bisognose – e fondi per Il Cammino di Francesco. L'ultimo incontro, il prossimo 10 aprile lascerà poi il posto ancora al sorriso: domenica 27 aprile, sarà il palco dell'Arci Freak Out ad innalzare le bandiere della solidarietà, con lo spettacolo dei “Malfattori”. L'intero ricavato sosterrà il nuovo viaggio di questo bambino che è riuscito a risvegliare quel sentimento di solidarietà che spesso si pensa smarrito e che ha dimostrato, come sottolinea il suo papà, che ci sarà pur crisi, ma non di cuori.

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Info sull'autore

Valentina Isernia

Giornalista pubblicista, laurea in Industria Culturale e Comunicazione Digitale presso l’Università la Sapienza di Roma con specializzazione in Social Media. Analista di contenuti televisivi e di misurazione audience in real time. Social Media Manager, Social Engager, Community Manager, Storyteller

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