Musica e fotografia: Primo Maggio a Kurumuny

// L’INTERVISTA// Martano. Un evento culturale ed un concorso fotografico. Giovanni Chiaratti racconta la festa dei lavoratori promossa dalla casa editrice

di Valentina Isernia (ph: La foto vincitrice della passata edizione del concorso) MARTANO – Un evento che si nutre della linfa vitale conservata dalle radici di un territorio e che apre le porte alla multiculturalità e ai diritti del prossimo. E’ il Primo Maggio promosso dalla casa editrice Kurumuny, che ospita l’evento nell’omonima campagna alle porte di Martano. Un luogo che dal 2002 rappresenta un crocevia per chi fa cultura: musicisti, scrittori, intellettuali – tra cui il premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchu. Per il secondo anno consecutivo, parte, contestualmente, il concorso fotografico “Uno scatto per il Primo Maggio”, grazie al quale verrà selezionata un’immagine evocativa utilizzata per tutta la campagna pubblicitaria dell’evento oltre a una serie di scatti che saranno raccolti in una mostra fruibile il giorno dell’evento. Il termine ultimo per partecipare al concorso – completamente gratuito – è domenica 6 aprile e il talento del vincitore sarà premiato con una selezione di libri scelti dal catalogo della casa editrice Kurumuny e un buono spesa di 200 euro in attrezzature fotografiche. A parlarci del progetto e dei valori che si propone di trasmettere è Giovanni Chiaratti, delle Edizioni Kurumuny. Come nasce Kurumuny e qual è la sua mission? “L’idea di questa giornata di festa – ci racconta Giovanni Chiariatti – nasce dal desiderio di tenere insieme i fili della memoria di un luogo particolare, non molto distante dal paese, dove sono vissute persone depositarie di saperi antichi e che svolgevano ruoli comunitari. Qui vivevano alcune delle ultime repute di Martano – ovvero le “lamentatrici”, esecutrici di canti che servivano ad accompagnare i morti nel loro viaggio verso l’aldilà – e alcuni cantori già protagonisti delle storiche ricerche etnomusicali realizzate da Alan Lomax nel 1954 e da Gianni Bosio nel 1968 e poi da altri ricercatori dopo il 1970. L’intento è legare questo filo della memoria a un avvenimento che presenta tutti i requisiti di una grande festa popolare in cui protagonista è la fatica quotidiana dei lavoratori. Festa del lavoro e dei lavoratori che si apre sino a comprendere il tema della multiculturalità, dei diritti dell’altro, la necessità della salvaguardia delle radici, a qualunque parte del mondo facciano riferimento. Punto di riferimento per l’organizzazione della festa a Kurumuny sono state le stesse modalità con cui inizialmente si svolgeva il Primo Maggio a Bari. L’incontro per i festeggiamenti avveniva in qualche località fuori porta con bandiere, formaggio, fave, vino e musica. Un incontro per festeggiare il diritto al lavoro, la sicurezza e i diritti garantiti dallo statuto dei lavoratori. Altro obiettivo degli organizzatori del Primo Maggio a Kurumuny è offrire un punto di incontro locale in cui essere protagonisti. Offrire un luogo in cui diverse generazioni, anziani, giovani e bambini possano incontrarsi e pacificamente e creativamente socializzare non solo il companatico ma anche le idee, i desideri, i bisogni. La festa del Primo Maggio a Kurumuny è diventata con il passare degli anni un punto di riferimento per tutto il territorio salentino e non solo”. “Uno scatto per il Primo Maggio”, il titolo del concorso è evocativo. Quale valore assume secondo voi questa data al giorno d'oggi e perché la scelta di un concorso fotografico? “Il Primo Maggio storicamente nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. ‘Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire’, fu lo slogan coniato in Australia nel 1855, e condiviso da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Oggi, seppur il concetto stesso di lavoro ha subito cambiamenti epocali, resta fondamentale la questione della rivendicazione dei diritti per un miglioramento delle condizioni: la classe operaia di oggi bisogna cercarla nei call center. Altra questione drammatica è la mancanza di lavoro; ed ancora la morte di e sul lavoro. Insomma, il Primo Maggio, oggi come ieri, resta momento fondamentale di affermazione e proposta. Oggi come ieri, il lavoro – dignitoso – rende liberi. L’idea del concorso è venuta l’anno scorso, all'insegna di una necessità sempre maggiore di attualizzare la festa, condividendone percorsi e idee. Il 2012 costituisce un po’ lo spartiacque in questo senso; quando per la prima volta scegliamo di affidarci a uno scatto del fotoreporter Piero Marsili Libelli. Quello scatto di un bambino afgano in cima a una montagna di scarpe, ci ha proiettati nel presente e il passo successivo, quello del concorso, è venuto quasi naturale”. A cosa saranno destinati gli scatti? “La foto vincitrice sarà utilizzata per tutta la campagna di comunicazione – cartacea e web – dell’evento ‘Primo Maggio a Kurumuny’ edizione 2014. In particolare sarà utilizzata per il poster f.to 50×70 cm. A concorso chiuso si procederà alla creazione di un ‘album sfogliabile’, visionabile solo online, a scopo promozionale. In occasione dell’evento poi, si terrà una mostra fotografica, con gli scatti più significativi partecipanti al concorso. Ogni scatto conterrà una didascalia con le informazioni relative all’autore e al titolo dell’opera”. Qual è stata la foto vincitrice dello scorso concorso e le motivazioni per cui ha prevalso sulle altre in gara? “Lo scorso anno ha vinto uno scatto di Roberto Quaranta. Una foto fatta in Brasile che ritrae un uomo intento a cucire un pallone. ‘Prima del fischio di inizio’ è stata premiata per la sua straordinaria forza iconica, perché per il suo contenuto e il suo potere visivo si imprime nella coscienza, simbolo delle speranze e delle paure di milioni di persone. L'immagine riassume e riproduce la contraddizione fra un mondo a sempre minore indice di umanità e l’urgenza dell’uomo stesso di tornare al centro del mondo”.

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Info sull'autore

Valentina Isernia

Giornalista pubblicista, laurea in Industria Culturale e Comunicazione Digitale presso l’Università la Sapienza di Roma con specializzazione in Social Media. Analista di contenuti televisivi e di misurazione audience in real time. Social Media Manager, Social Engager, Community Manager, Storyteller

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