Ilva, ok al Piano ambientale ‘misterioso’

Taranto. Approvato con due settimane di ritardo e non disponibile in rete. Il piano è stato approvato per decreto. E ora tocca al piano industriale

TARANTO – “Fare dell’Ilva una fabbrica salubre”. Non ha temuto di esagerare, il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, nell’annunciare alla stampa il suo obiettivo: rendere l’acciaieria Ilva una “fabbrica dotata dei migliori dispositivi e delle più moderne tecnologie per la tutela ambientale, e quindi capace di stare sul mercato internazionale della siderurgia con un ruolo rilevante”. Come raggiungere il risultato? Con il Piano delle misure di risanamento dell’impianto, approvato lo scorso 14 marzo per decreto del Consiglio dei ministri, che integra le prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'ottobre 2012. Il Piano prevede di adottare le migliori tecniche disponibili nella produzione del ferro e dell’acciaio ed una drastica riduzione delle emissioni di benzo(a)pirene, precisando il massimo dell’attenzione al tema sanità ed agli effetti dell’impianto sull’ambiente e sulla salute delle persone. Il decreto approvato è la formalizzazione del Piano proposto dal comitato di tre esperti (istituito con la legge 89/2013) e pubblicato sul sito ministeriale, al fine di acquisire, nell’arco di 30 giorni, osservazioni da valutare. Ma, appena approvato, è già velato da mistero: il testo definitivo del Piano non è infatti consultabile, dal momento che non è ancora stato pubblicato sul alcun sito istituzionale. Una circostanza denunciata dal portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che ha parlato di “mistero del Piano”, sottolineando, tra le altre cose, anche un ritardo di due settimane, nei tempi di approvazione, rispetto a quanto prescritto da legge. Secondo Bonelli, la spiegazione della mancata pubblicazione del Piano approvato e del ritardo nei tempi di approvazione, “sta tutta nei commi 5 e 6 dell’art.1 del decreto Ilva 61/2013”, che stabiliscono il termine massimo di 30 giorni tra l’approvazione del Piano ambientale e la presentazione del Piano industriale (da sottoporre anch’esso al Consiglio dei ministri). Rallentando il primo, il Governo avrebbe dato più tempo all’azienda per il secondo. Starebbero lì, infatti, le principali difficoltà. Il commissario governativo del gruppo Ilva Enrico Bondi è attualmente alle prese con la ricerca del finanziamento ponte da 4-500 milioni di euro per attuare l’80% delle misure ambientali previste dall’Aia. Il problema liquidità è stato confermato dallo stesso sub commissario dell’Ilva Edo Ronchi che nei giorni scorsi ha rivelato di essere in difficoltà con i fornitori, le imprese terze e anche nell'avanzamento degli ordini connessi al programma di ambientalizzazione. L’Ilva si deve procurare subito 3 miliardi di euro – 1,8 miliardi per l'Aia e 1,2 miliardi per l'innovazione – da spendere entro agosto 2016. // Il Piano ambientale Il Piano ambientale approvato stabilisce le azioni e i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia). Modifica l'Aia relativamente ai tempi di attuazione delle relative prescrizioni, in modo da consentire il completamento degli adempimenti non oltre 36 mesi dopo l'entrata in vigore della legge n. 61/2013 sul Commissariamento dell'Ilva, il 3 agosto scorso. Tutte le prescrizioni previste dall’Aia dovranno dunque essere ultimate entro agosto 2016. Qui l’Aia nel dettaglio Qui la proposta di Piano ambientale del Comitato di tre esperti Il testo definitivo del Piano approvato non è ancora disponibile on line. Articoli correlati: Ilva, ancora dati allarmanti L'Ilva inquina ancora Ilva, nessun conflitto tra i poteri dello stato Ilva, potere d'acciaio intrappolato tra Magistratura e Ministero Marescotti, PeaceLink: ‘Taranto è una città compromessa' Chi sono i Riva Ilva. Se anche le banche storcono il naso Dentro i cancelli, ‘Nuovi sacrifici in vista' Marescotti, PeaceLink: ‘Taranto è una città compromessa'

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