Corigliano. Nicastro: ‘No a strumentalizzazioni’

Bari. L’assessore regionale all’Ambiente si rivolge soprattutto al consigliere Blasi per spiegare il punto di vista della Regione sulla discarica

BARI – Sarebbe stato in silenzio fino ad ora perché avrebbe preferito agire. E agire, dice, per il bene del territorio. Ma se il dibattito si costruisce attorno a polemiche sterili, allora non si può non intervenire e rispondere agli attacchi. Così Lorenzo Nicastro interviene, chiarendo la posizione della Regione in merito alla discarica di Corigliano d’Otranto. Si rivolge soprattutto al consigliere del Pd Sergio Blasi che nei giorni scorsi non ha risparmiato attacchi nei confronti dell’operato dell’assessorato. Secondo Blasi una variazione della destinazione d'uso dell’impianto – che potrebbe accogliere la frazione secca dei rifiuti provenienti da Poggiardo – non risolve il problema principale ad esso legato, ovvero la sua collocazione a due passi dai pozzi da cui emunge acqua la maggior parte dei Comuni salentini; l’unica strada percorribile, secondo l’esponente del Pd, sarebbe invece quella di non farlo mai entrare in funzione. “Sulla vicenda Corigliano ho tenuto un profilo basso – ha dichiarato Nicastro -, ascoltando il territorio e cercando di raggiungere un risultato, che non è personale ma è per la Puglia: avviare l'impianto e renderlo funzionale alle necessità di gestione del ciclo dando contemporaneamente seguito a alle legittime aspettative di sicurezza dei cittadini di cui i rappresentanti istituzionali locali si fanno portavoce. Ma se non posso tollerare che si faccia politica con i rifiuti tanto meno accetto che si faccia con essi sterile polemica politica”. “Nel merito delle scelte comunicate ai diretti interessati, sindaco di Corigliano e presidente dell'Oga di Lecce – ha aggiunto l’assessore -, chiarisco due punti essenziali: il primo è che la Regione non demanda all'Oga per lavarsene le mani ma si muove nel solco della norma che individua nell'Organo di Ambito il soggetto gestore dei flussi e degli impianti”. Nicastro ha chiarito di ritenere plausibile che l'impianto di Corigliano fosse destinato alla residuale frazione secca non altrimenti gestibile che, nella programmazione del piano, dovrebbe corrispondere a circa un 6% della massa totale e di tenere conto, trattandosi di frazione secca pretrattata, delle perplessità sollevate in relazione alla permeabilità del terreno e alla sicurezza della falda. “A chi tenta di far battaglia politica sulle questioni chiedo senso di responsabilità: il lavoro che tentiamo di fare, so che questo potrà non piacere a qualcuno, è quello di dare soluzioni ai temi, ascoltando i territori e interloquendo con i soggetti istituzionali non distinguendo tra le sigle che hanno eletto gli amministratori locali. Abbiamo immaginato un percorso per il ciclo dei rifiuti nella nostra regione e abbiamo lanciato una sfida agli amministratori locali per portare la Puglia in Europa. Molti – ha concluso – hanno raccolto questa opportunità e, siano essi di centrodestra, di centrosinistra o di provenienza associativa o civile, con noi costruiscono tassello dopo tassello questo nuovo modello di gestione. Alcuni invece hanno scelto vie diverse, del disimpegno, della polemica, delle dichiarazioni alla stampa in libertà. Preferiamo dedicarci ai primi interlocutori”. Articoli correlati: Discarica di Corigliano. Blasi: ‘Non condivido l'entusiasmo' Discarica di Corigliano. Ok della Regione alla conversione Discarica di Corigliano. Stomeo a Perrone: ‘Alleiamoci' Discarica di Corigliano. Fiore a Perrone: 'Non conosce gli atti' Discarica di Corigliano. Perrone: ‘Colpa della sinistra' Discarica di Corigliano. Fiore diffida gli organi autorizzativi Piscitelli: ‘Corigliano, una follia a cielo aperto' La discarica sulla fonte Corigliano, la discarica della discordia Discarica di Corigliano, al via entro il 12 ottobre Percolato nel terreno. Stop alla nuova discarica

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!