Lo shopping on line stuzzica il Salento

La febbre per i web-affari potrebbe contagiare anche le piccole aziende di casa nostra. Resistere alla tentazione è difficile

La sentite la voglia di nuovo che la primavera porta con sé? Resistere alla tentazione di rinnovarsi è impossibile. E infatti non bisogna resistervi. E siccome la vita di oggi impone ritmi un tempo impensabili e trovare il momento giusto per un tour lungo le vetrine del corso sarebbe un miraggio, allora meglio cedere alla tentazione di un tour virtuale, in negozi reali. Ma su internet. Lo shopping on line è un vero fenomeno sociologico ed è in continua crescita. Una crescita inarrestabile che assume le dimensioni di un’epidemia. Gli Stati Uniti si affermano, come c’era da aspettarsi, come il mercato unitario più grande, con 297 milioni di dollari spesi on line. Una cifra quasi pari a quella relativa ai Paesi europei nel loro complesso, che, insieme, raggiungono quota 307 milioni di dollari. La crescita della tendenza a soddisfare on line la propria voglia di shopping si registra anche nella più tradizionale Europa dove i ricavi sono aumentati del 22%, grazie anche al contributo dei Paesi dell’Est, con Polonia e Repubblica ceca, prime tra le “sorelle”. Regno Unito, Francia e Germania rappresentano da sole il 70% del mercato europeo. Guardando ancora più ad Est, in Asia, sono i cinesi a sfruttare maggiormente la possibilità di rifornirsi di beni senza alzarsi dalla poltrona di casa: navigano su internet 550 milioni di utenti, il 40% della popolazione, e in 220 milioni concludono acquisti on line. Ma senza spostare lo sguardo così lontano, per rendersi conto della portata della rivoluzione, basta guardare in casa nostra. Su siti come Zalando rinnovare il guardaroba diventa improvvisamente semplice e veloce, con il vantaggio che spariscono le file per posteggiare l’auto, spariscono le file fuori dal camerino, e spariscono persino le file davanti alla cassa. Molti grandi marchi, tra i quali Moschino o Dolce&Gabbana, ma anche quelli più accessibili al grande pubblico come H&M, hanno fatto propria la novità ed con ovvi vantaggi. D’altra parte, diventa molto più semplice confrontare prezzi, modelli, offerte. Ed anche rimandare indietro il prodotto se non dovesse essere della taglia giusta e non dovesse essere il prodotto giusto. Del resto anche per le piccole aziende artigiane salentine, ancora fedeli all’alta qualità, internet potrebbe essere la svolta. Le numerose piccole realtà che realizzano con la stessa cura di sempre calze, scarpe, abiti, anche da sposa, potrebbero sfruttare l’occasione e fare il grande salto verso un mercato globale. Questo potrebbe consentire di venire in contatto con un pubblico potenzialmente infinito di clienti e portarsi dietro numerosi altri effetti positivi, come un taglio dei costi, dello spazio nei magazzini, dei tempi. E sarebbe un’ottima maniera per esportare il made in Salento oltre i confini territoriali che spesso, data la mancanza cronica di infrastrutture, rendono complicati gli spostamenti. Forse serve solo un po’ di audacia, che ai salentini, tradizionalmente, non manca. E poi la primavera è la stagione dei cambiamenti. Chissà.

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