Discarica di Corigliano. Fiore diffida gli organi autorizzativi

Corigliano d'Otranto. La sindaca chiede di verificare l’assenza di rischio nell’utilizzo della discarica e di valutare una variazione d’uso dell’impianto

CORIGLIANO D’OTRANTO – “La discarica ‘Scomunica’ di Corigliano d’Otranto non entri in attività se prima non saranno state effettuate tutte le necessarie verifiche di compatibilità tra la presenza dell’impianto e la presenza dei 30 pozzi di proprietà dell’Acquedotto pugliese dai quali l’intero Salento emunge acqua”. La sindaca di Corigliano Ada Fiore ha inviato una lettera di diffida tutti gli organi autorizzativi nella quale chiede di approfondire i controlli prima di mettere in esercizio l’impianto. La lettera è stata indirizzata al presidente della regione Puglia Nichi Vendola, all’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, al dirigente del Servizio Ciclo Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia, Giovanni Campobasso, al presidente dell’Oga Lecce, Paolo Perrone, al Rup (responsabile unico del procedimento) Giuseppe Corti, al presidente della Commissione Collaudo, Antonio De Risi, al direttore di Acquedotto Pugliese, Nicola Costantino, alla presidenza del Consiglio dei ministri ed ai ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e della Salute. “Il Consiglio Comunale – ricorda Fiore – nella seduta del 13 marzo, prendeva atto del non rispetto dei requisiti fondamentali richiesti da questa amministrazione a garanzia della tutela della falda acquifera”. L’entrata in esercizio della discarica sarebbe dunque “inaccettabile”, sostiene la sindaca, per via del suo posizionamento sulla falda acquifera da cui emunge acqua l’intero Salento, “in perfetta contraddizione – scrive – con il Piano di tutela delle acque approvato della stessa Regione Puglia che sottopone a vincolo idrogeologico assoluto l’intero territorio, oltre le contraddizioni di uno studio idrogeologico di parte, e non indipendente, su cui si è basata la procedura di VIA”. La discarica “Scomunica”, continua Fiore, andrebbe dunque adibita ad altro uso, anche alla luce dei risultati positivi che scaturirebbero dall’estensione della sperimentazione nella raccolta differenziata avviata da sei Comuni dell’ARO5 ai restanti Comuni dell’ex ATO 2. Infine, la prima cittadina chiede una complessiva riorganizzazione del sistema impiantistico su scala provinciale e non a livello di singole ex Ato, che, dunque, risparmi dall’attività la discarica di Corigliano. Con la lettera, Fiore diffida dunque l’Acquedotto Pugliese affinché intervenga per far rispettare ed adottare tutte le misure precauzionali e preventive valide in materia di tutela della falda a salvaguardia della salute e del benessere pubblico; il presidente della Commissione Collaudo, Antonio De Risi, a non concludere la procedura senza aver verificato l’assenza di rischi di inquinamento sulla falda sottostante la discarica; la Regione, affinché si adoperi a convertire l’impianto per altro utilizzo. Infine, la sindaca invita la presidenza del Consiglio dei ministri ed i ministeri interessati ad esprimere un parere sull’opportunità di realizzare e fare entrare in esercizio una discarica di rifiuti su un campo pozzi a servizio dell’ Acquedotto Pugliese. Articoli correlati: Piscitelli: ‘Corigliano, una follia a cielo aperto' La discarica sulla fonte Corigliano, la discarica della discordia Discarica di Corigliano, al via entro il 12 ottobre Percolato nel terreno. Stop alla nuova discarica

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