Canepa, avere stoffa nel Salento

// LA STORIA DELLA DOMENICA. Melpignano. 101 occupati che, a regime, saliranno a 113. Un nuovo processo industriale ed un nuovo tessuto, ecosostenibile. Il Salento ritorna al tessile. Di qualità

MELPIGNANO – Ritornare al tessile. In una terra, il Salento, dove il tessile è di casa. Poi la crisi, la chiusura di marchi storici e un tempo fortissimi, la necessità di reinventarsi. Dà nuova speranza la sfida, salentina, di Canepa Spa, azienda milanese leader a livello mondiale nella tessitura serica di fascia alta. Dalla ricerca promossa dall’azienda attraverso il proprio centro ricerche (CanepaEvolution), in collaborazione con il Cnr Ismac di Biella ed una società partecipata da Canepa SpA, Tessitura del Salento s.r.l., con sede a Melpignano, ha preso vita un processo industriale rivoluzionario: consente di ridurre fino a 12 volte il consumo d’acqua e fino al 90% i consumi di energia, oltre alla totale eliminazione dei prodotti inquinanti. Nell’impianto industriale di Melpignano si lavora, infatti, al progetto “Kitotex-SAVEtheWATER” che consiste nel realizzare tessuti ecosostenibili utilizzando una sostanza di origine naturale, atossica, biocompatibile e biodegradabile, ottenuta dalla chitina, proteina presente nello scheletro esterno dei crostacei. Dunque tessile, sì ma di livello altissimo. E soprattutto attento all’ambiente.

Canepa

Il reparto produzione Oggi lo stabilimento salentino occupa 101 persone e, a regime, assicurerà 113 posti di lavoro. Il finanziamento del nuovo impianto produttivo è stato reso possibile da un contratto di programma da 6,2 milioni di euro stipulato da Canepa e da Tessitura del Salento con la Regione Puglia. “La Regione ha voluto incidere sul futuro dell'industria tessile pugliese puntando su una produzione innovativa e di qualità che mette al centro la sostenibilità ambientale – ha spiegato nei giorni scorsi l'assessora regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone presentando l’iniziativa -. Siamo soddisfatti ma è importante continuare a lavorare sodo. Con questo progetto il Salento e la Puglia sono candidati ad occupare un ruolo di grande rilievo nel settore della moda, un settore ormai di punta del 'made in Italy' agganciato ai nuovi processi produttivi e ai nuovi materiali”. L’applicazione del processo industriale Kitotex®, garantisce una ulteriore riduzione rispetto al precedente procedimento SAVEtheWATER® (PVA-free), con il dimezzamento dell’uso acqua e, grazie alla temperatura di processo dei lavaggi più bassa, una riduzione dell’energia consumata da 22mila Kcal a 600 Kcal per chilogrammo di tessuto, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Rispetto al processo tradizionale vengono inoltre eliminate le sostanze chimiche. L’uso del Kitosano® dà prerogative naturali al tessuto rendendolo anti-pilling (ovvero in grado di evitare la formazione di “pallini”) e conferendo affinità tintoriale e stabilità dimensionale. La presidente Elisabetta Canepa è giustamente orgogliosa dei risultati raggiunti. “Siamo particolarmente orgogliosi per quello che siamo riusciti a realizzare qui alla Tessitura del Salento – dice -. Abbiamo dimostrato che è possibile far convivere, contemporaneamente, il rispetto per l’ambiente con lo sviluppo dell’occupazione”. Le sperimentazioni condotte dal 2010 nell'ambito del progetto SAVEtheWATER®, in collaborazione con il Cnr Ismac di Biella, avevano già consentito la messa a punto di un processo che, grazie all’ottimizzazione delle ricette di bozzima (il liquido colloso nel quale vengono immersi i filati prima della tessitura per renderli più resistenti, lisci e flessibili) e una più accurata preparazione dell’ordito (l'insieme dei fili che, insieme a quelli della trama, compongono il tessuto), consentiva di ridurre al minimo o eliminare l’uso di Alcol Polivinilico (PVA). Il processo standard di tessitura prevede, infatti, in particolare per i tessuti di peso leggero in cashmere, seta o lane fini, l’aggiunta, prima della preparazione dell’ordito, di un filo di materiale sintetico idrosolubile, generalmente PVA. Con il procedimento ideato da Canepa e Tessitura del Salento viene meno in questo modo la necessità di lavaggi intensi e prolungati ad alta temperatura e quindi diminuisce drasticamente il consumo di acqua e, naturalmente, la quantità di detergenti utilizzati. “Funzionalità e confort elevati diventano – commenta la presidente – anche il risultato di processi produttivi e di prodotti innovativi e sostenibili. Un risultato che Canepa e Tessitura del Salento stanno raggiungendo con il progetto SAVEtheWATER®-Kitotex®”. Canepa sta, inoltre, sviluppando un processo industriale per sottoporre la seta a trattamenti ecologici; questo nuovo processo ha un minor impatto ambientale, riducendo alla fonte l’impiego di risorse. Prima di essere tinta e tessuta, la seta, infatti, è sottoposta a trattamenti che eliminano la sericina e successivamente ne recuperano il peso. Quest’ultimo trattamento è chiamato “carica della seta”. Lo standard industriale attuale del trattamento prevede l’uso di metacrilammide (MAA). Il nuovo processo, frutto della collaborazione con TFA srl, consolidatasi con la creazione della joint venture TintEco, elimina l’uso di MAA nella carica della seta. “In Europa e in America – continua Elisabetta Canepa -, dopo l’ubriacatura finanziaria che ha portato all’attuale pesantissima crisi, si sta riscoprendo il valore della manifattura come fattore di sviluppo. Noi, senza falsa modestia, ne siamo un buon esempio. Nel mondo va crescendo la consapevolezza che il benessere individuale è sempre più condizionato dalla qualità dell'ambiente in cui si vive e da quello che si indossa. Anche il concetto di qualità di un tessuto si va di conseguenza evolvendo”. Bello che sia proprio il Salento il luogo dove l’evoluzione si sviluppa. In coerenza con l’impegno per una moda sostenibile, Canepa ha inoltre aderito, come prima impresa tessile al mondo, alla campagna Detox di Greenpeace, per una catena di approvvigionamento della moda trasparente e libera da sostanze tossiche. // La storia di Canepa La data di nascita di Canepa Spa è il 1966, anno della sua fondazione. Tuttavia le sue radici nell’industria serica rimandano al 1930 con l’ingresso della famiglia Canepa nella società Serica Lombarda, a sua volta, frutto del know how tecnico e delle competenze creative di un’attività presente nel distretto comasco dall’inizio del Novecento. Il Gruppo Canepa è oggi leader mondiale nella tessitura di fascia alta con fibre naturali come il cachemere, la lana, il cotone, il lino, la canapa, attraverso un processo produttivo interamente ‘made in Italy’. Il Gruppo, controllato e guidato da Elisabetta Canepa, affiancata dai figli Alfonso e Carlotta, impiega circa 800 dipendenti, il 25% dei quali sono tecnici creativi, che consentono di realizzare ogni anno oltre 25.000 disegni originali di prodotto. Il fatturato del Gruppo Canepa nel 2012 è stato di 100 milioni di euro. Canepa, inoltre, produce tessuti per l’arredamento e possiede i marchi Fiorio e La Rana che commercializzano direttamente cravatte, sciarpe e costumi da bagno. E’ presente in tutto il mondo e intrattiene consolidati rapporti commerciali con i grandi marchi del retail, dello sportswear e del lusso internazionali. L’azienda produce circa 1,5 milioni di metri lineari di tessuti stampati su oltre 160 telai in attività e garantisce una qualità superiore anche grazie al continuo rinnovamento tecnologico.

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