Casole, ok al recupero

Otranto. Il Comune ha approvato un progetto di riqualificazione dell’area

OTRANTO – L’antica abbazia di San Nicola di Casole rinascerà. L’Amministrazione comunale ha approvato nei giorni scorsi un progetto teso al recupero del sito e della memoria storica di ciò che il Cenobio ha rappresentato. I resti dell’antico monastero, situati a sud del borgo cittadino, lungo la strada litoranea che porta a Capo Palascia, sono oggi inglobati in una struttura masserizia con destinazione agricola, di proprietà privata. L’obiettivo principale sarà quello di restaurare, per garantirne una conservazione nel tempo, e quindi una testimonianza, i ruderi rimasti ancora in piedi. Si prevede anche di effettuare alcuni scavi archeologici per meglio indagare la consistenza originaria del monumento. Ciò che rimane oggi ancora in piedi ha un valore storico notevole perché potrebbe consentire di ricostruire, quanto meno, uno degli ambienti più rappresentativi del complesso monastico: la chiesa. “Tale recupero restituirebbe ai cittadini, ma anche ai visitatori, un’idea concreta della importantissima struttura medievale che ha rappresentato, per l’epoca, uno dei centri culturali più fiorenti dell’Italia meridionale”, ha spiegato il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. “Recuperare questo bene e renderlo fruibile a tutti, significa anche contribuire alla riscoperta di una fase storica che ha visto il nostro Salento grande protagonista dell’area mediterranea”. Il progetto prevede, infatti, anche un lavoro di indagine e raccolta, utilizzando le tecniche moderne a disposizione, delle copie di tutti i codici casulani oggi conservati presso le biblioteche di molti Paesi. E’ nostra intenzione creare nel Castello Aragonese di Otranto una sezione dedicata al cenobio nella quale, attraverso supporti multimediali, sia possibile consultare e sfogliare tali testi e conoscerne la storia . “Nei prossimi giorni verrà valutata l’opportunità di convocare una riunione con i rappresentanti delle diverse istituzioni – ha aggiunto il primo cittadino – che dovranno essere interessate a tale iniziativa, nell’intento di condividere l’idea progettuale immaginata dall’Amministrazione Comunale e di sensibilizzare gli Enti deputati affinché possa essere individuata la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie. Avevamo già avuto modo di aprire i contatti con il ministero della Cultura e Turismo – ha concluso -, ma lo stop subito dal Governo ci obbliga all’attesa, per comprendere se sarà ancora o no il Ministro Bray il nostro interlocutore.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!