E No-Vida fu

Milano. E’ nato nel capoluogo lombardo il Coordinamento Nazionale anti movida selvaggia e degrado. Al suo interno c’è anche Lecce

MILANO – Rappresenta milioni di cittadini in tutta Italia. Ed a quei cittadini si ripropone di dare voce. E’ nato ufficialmente ieri a Milano il Coordinamento Nazionale anti movida selvaggia e degrado. Nel corso dell’incontro sono state messe in comune le esperienze di ogni città e i rapporti di ognuna con le proprie amministrazioni locali. Eʼ stato eletto un Consiglio direttivo e un rappresentante per ogni città e definiti gruppi di lavoro che specificamente si occuperanno di vari temi relativi alla problematica: analisi del fenomeno movida e relativo degrado; impatto sulla salute dei residenti; impatto sulla salute delle giovani generazioni; impatto sui beni storici, culturali e ambientali; esperienze e regole internazionali; diritto italiano e comunitario, coordinamento assistenza legale; attività di comunicazione e rapporti con la stampa. Sono stati individuati inoltre degli obiettivi prioritari: attuazione del rispetto delle leggi e delle regole attraverso il confronto con le istituzioni locali e nazionali, le prefetture; sensibilizzazione dellʼopinione pubblica sulle gravi criticità dellʼattuale gestione selvaggia della movida, anche attraverso il dialogo con la Chiesa e gli esponenti della cultura; creazione di un concreto progetto a livello nazionale di revisione radicale del “sistema movida”, le cui dilaganti e devastanti conseguenze sono testimoniate da grandissima parte delle città italiane, come sinteticamente espresso nel corso dellʼincontro dai rappresentanti di ogni città. Ecco una sintesi degli interventi: 19 febbraio 2014 No-Vida. Anche Lecce contro la vita by night MILANO – Residenti in città prese di mira dalla movida, unitevi. Oggi, a Milano. Lo faranno i residenti di dieci città italiane, tra le quali c’è anche Lecce (le altre sono Milano, Torino, Genova, Acqui, Casale Monferrato, Brescia, Firenze, Roma e Venezia), stanchi di dover fare i conti, ogni sera ma soprattutto nei week end, con lo scarso rispetto degli avventori dei locali notturni. Persone diverse ma con un problema in comune: la mala movida, accompagnata dall’assenza di risposte concrete da parte delle amministrazioni locali. L’appuntamento è in un luogo simbolo della movida meneghina: il Cinema delle Colonne di San Lorenzo. L’intento è creare un Coordinamento Nazionale per confrontarsi su una situazione che in alcune città è caratterizzata da assenza di regole certe, controlli inesistenti, inciviltà e degrado. L’incontro verrà aperto da una lettera di Massimo Cacciari sulla situazione delle Colonne di San Lorenzo a Milano. “Non ha senso un accampamento intorno ai monumenti”, spiega il filosofo. “Ma scherziamo? È come lasciare aperto il Colosseo di notte con la gente che va dentro a bere la birra. È come vedere dei bivacchi in piazza san Pietro. Roba dell’altro mondo”. E gli amministratori “non vogliono fare a perché la lobby dei locali porta voti”, tuona lo psichiatra Paolo Crepet in una video-intervista realizzata ad hoc. “E intanto il rischio è di uccidere una generazione”. I problemi? Gli stessi segnalati da anni: l’anamento del diritto al riposo, il degrado dei quartieri, i traslochi obbligati, il calo dei valori immobiliari, i monumenti storici e artistici in pericolo e un generale impoverimento della socialità in tutta Italia. “Vorrei denunciare la situazione di degrado, consentito passivamente da adulti e istituzioni, di molti giovani della diocesi che si riuniscono sul sagrato del Duomo per dedicarsi a sbronze di alcol e droga”, spiega il vescovo di Ferrara, Luigi Negri, intervistato in occasione dell’incontro. “Le nostre sono richieste di buon senso e civiltà”, dicono dal nascente Coordinamento. “Lavoro e impresa sono fondamentali, ancor più in una situazione di crisi. Ma possono e devono essere tutelati nel rispetto della convivenza democratica”. Il Coordinamento mira a fare luce sugli aspetti allarmanti della cultura dello sballo, sempre più correlata ad alcolismo giovanile, spaccio di droga, interessi illeciti e vandalismo. “Mi domando spesso se sia strutturale oppure passeggera questa ossessione per il frastuono – aggiunge il giornalista Michele Serra nell’intervento mandato in occasione dell’incontro -. Dormire non è come morire: dormendo ci si ritrova, ci si ricrea e si sogna. Il vero incubo è il divertimento obbligatorio”. In occasione dell’incontro verrà anche proiettata l’intervista realizzata da Claudio Bernieri al sindaco di Parma Federico Pizzarotti e all’assessore al Commercio della città, Cristiano Casa, in cui i due politici spiegano come sono riusciti a permettere di riposare ai residenti del centro storico di Parma. Il tutto in armonia con negozianti e commercianti, che si sono accorti che movida selvaggia, smercio di alcol fuori dai locali e cori di ubriachi non pagano e producono solo ghetti e degrado. I residenti di tutta Italia chiedono “di salvaguardare il diritto al riposo e alla salute degli abitanti delle zone consegnate alla movida senza regole, ma anche di tutelare i monumenti, le chiese, il patrimonio ambientale, vincolando le Amministrazioni al loro dovere istituzionale di applicare la legge”. Per realizzare anche in Italia, come già avviene in tutta Europa, “modalità di divertimento sotto il segno della civiltà e del rispetto dei diritti tutelati dalla Costituzione”. Conclude Serra: “Saluto con una citazione non di un barboso pensatore, ma del rapper Caparezza: ‘Sono uscito dal tunnel del divertimento’: è l’augurio che facciamo di cuore al branco delle varie movide”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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