Motta: ‘Un salto di qualità. Ora la mafia è radicata’

Lecce. Presentando i risultati dell’operazione “Tam tam”, il procuratore di Lecce ha sottolineato la pericolosa diffusione della mafia nella “cultura” salentina

LECCE – “Quello che abbiamo sempre detto è stato smentito da questa operazione”. Il procuratore di Lecce Cataldo Motta “ritratta” ciò che ha sempre sostenuto e cioè che nel Salento la mafia non è radicata nel tessuto sociale. L’operazione “Tam tam che si è conclusa ieri con l’arresto di 15 persone ritenute responsabili di partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, sarebbe invece la prova che la mafia esiste e che, anche nel Salento, ormai permea tutti gli strati della società. Due gli elementi che portano a pensare questo, ha spiegato Motta: il fatto che nessuna delle vittime abbia collaborato con gli inquirenti ed il fatto che, almeno in un caso, sarebbe stato lo stesso gestore di un lido balneare a chiamare il clan per chiedere protezione. A questo scenario si aggiunga il ruolo, sempre più rilevante, assunto dalle donne della banda. “Abbiamo assistito ad un salto di qualità – ha affermato Motta -. Non siamo di fronte a semplici fatti estorsivi ma ad un vero e proprio atteggiamento culturale”. Poi, dopo aver riflettuto sul fatto che episodi come le estorsioni probabilmente sono più diffusi di quanto si creda, ha sottolineato la necessità che a combattere la mafia siano cittadini e forze dell’ordine insieme. “Il contrasto alla criminalità organizzata – ha concluso – non spetta solo a noi ma anche ai cittadini”. Articoli correlati: La Scu oggi? E' la mafia ‘sociale' Antimafia: ‘Nel Salento i politici cercano i mafiosi' I nuovi assetti criminali, i clan del Salento nella relazione Dia

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