Dia, sequestrati beni per 600mila euro al boss della Scu

Lecce. Società, beni mobili ed immobili nel patrimonio riconducibile a Antonio Centonze, della Scu mesagnese, già condannato per associazione di tipo mafioso

LECCE – Ci sono società, beni mobili, immobili, rapporti di conto corrente e polizze di pegno tra i beni sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce ad Antonio Centonze, 46enne di Brindisi, esponente di spicco della Sacra corona unita di Mesagne, già condannato per appartenenza all'associazione di tipo mafioso. Valore totale del patrimonio sequestrato, 600mila euro. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Brindisi a seguito della proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal direttore della Dia dopo articolate indagini patrimoniali svolte dalla sezione operativa di Lecce. Durante gli accertamenti è stato possibile verificare una netta sproporzione tra i redditi dichiarati da Centonze e dal suo nucleo familiare ed il patrimonio a lui effettivamente riconducibile, ma intestato a familiari e soggetti compiacenti. Nel dettaglio, tra i beni sequestrati vi sono un appartamento con annesso box, cantina e posto auto a Brindisi; quattro autovetture; tre società e relativi compendi aziendali; un rapporto di conto corrente e 16 polizze di pegno. Maggiori dettagli nelle prossime ore. Articolo correlato: Scu: operazione nel brindisino. I nomi degli arrestati

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!