Galatone, ‘la centrale a biogas non ha le carte in regola’

Bari. Tre consiglieri regionali sollevano la questione della centrale a biogas di Galatone, a loro parere non ci sarebbero i pareri dell’Arpa

Bari. In agro di Galatone (LE), precisamente in prossimità della zona industriale di Galatone/Nardò, su un terreno agricolo ubicato in località “Le Rose” esteso circa 18.000 mq, è in corso di completamento una Centrale a biogas con potenza elettrica nominale di 854 kW e potenza termica di 2094 kW; l'impianto crea energia elettrica sfruttando il metano che si sprigiona dalla decomposizione di particolari vegetali. Questi vegetali, fatti confluire nell’impianto di Galatone, sono decomposti con l'ausilio di “letame-liquame bovino-suino”, come si legge nella relazione tecnica dell’impianto fatta pervenire al protocollo del comune di Galatone. Ma i consiglieri regionali Brigante, Laddomada e Pellegrino vogliono vederci chiaro. I consiglieri hanno riscontrato diverse anomalie procedimentali: “Si rileva infatti che le Autorità Comunali competenti abbiano tralasciato alcuni aspetti fondamentali della normativa nazionale in materia. Ritengono, gli stessi, disatteso il comma 5 dell’art. 6 del Dlgs 28 del 03/03/2011. Risulterebbero, allo stato, non acquisiti i pareri dell’Arpa per una verifica delle emissioni e del loro effetto cumulativo con altri elementi inquinanti. La problematica sollevata influisce su un rilevato abbassamento della falda freatica e sull’abuso di concimi chimici; e d’altro canto preoccupazione destano i batteri presenti nelle centrali alimentate a biogas”. Chiedono, inoltre, all’assessore Nicastro di conoscere i dettagli dell’iter procedimentale, tecnico autorizzativi, relativi alle centrali in questione, e quali provvedimenti la Regione intenda adottare in relazione alle problematiche sollevate.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!