Il ponte culturale del tango

Lecce. Presentata a Palazzo Carafa la seconda edizione di Inverno Portegno. C’è anche la “firma” di Tito Schipa in numerose composizioni musicali

Lecce. “Non è solo un’espressione coreutica, ma scorgiamo un interessante retroterra culturale che fa assurgere a questa iniziativa un significativo evento per la nostra città”. Così l’assessore agli Spettacoli ed Eventi, Luigi Coclite, presenta l’iniziativa Inverno Portegno, giunta alla seconda edizione. “Quest’anno – aggiunge Coclite – registriamo la novità dell’apertura alla Polonia che conferma l’incidenza musicale dell’Europa dell’Est al tango. Sono contento perché grazie ad iniziative come queste continuiamo a proporre fermenti culturali che dimostrano la crescita e la sensibilità di questa terra”. L’edizione 2014 di “Autunno Portegno”, pone l’accento sulla multiculturalità del Tango Rioplatense, intesa nella duplice accezione di elemento primario da cui il Tango trae origine e carattere, e di elemento fecondatore di culture musicali e tradizioni popolari autoctone. Generato dall’incontro e la contaminazione di più culture, il Tango non è soltanto espressione artistica di origine popolare universalmente riconosciuta ed amata. Ma ha storicamente costituito, nell’ambito dei nuovi assetti sociali conseguenti ai flussi migratori verso l’America Latina del XX secolo, il più significativo esempio di “ponte culturale” capace di scavalcare barriere sociali e linguistiche e di creare nuove comunità. Quale esempio di musica e cultura multietnica, il Tango appartiene alla storia e alla memoria, di più popoli. L’identità “rioplatense” di cui è portatore delinea un “territorio” molto vasto che “abbraccia” anche l’Europa dove, nel periodo tra le due guerre mondiali, il Tango approda quale fenomeno “di ritorno” dal continente verso cui anni prima (seconda metà del XIX secolo e i primi decenni di quello successivo) milioni di uomini e di donne erano partiti: l’Argentina e Buenos Aires. Tra i vari esempi di contaminazione ve n’è uno, singolarissimo e meno noto, costituito dal Tango Yiddish. Quando giunse in Europa il Tango suscitò grande clamore. Nei teatri e nei caffè delle maggiori città si esibivano, accanto agli artisti sudamericani, anche grandi artisti locali, in grado di recepire il messaggio portegno e adattarlo allo spirito delle proprie tradizioni. Particolarmente attivi furono i musicisti ebrei dell’Est, che fecondarono col tango la tradizione Klezmer e dettero vita ad un filone musicale di altissima qualità il Tango Yiddish. Si trattasse di traduzioni in lingua, varianti o creazioni originali, il Tango Yiddish reca il marchio inconfondibile del suo popolo. E’ all’incontro e fusione tra questi due generi (tango argentino e klezmer dell’europa dell’est) che Autunno Portegno dedica la sua seconda edizione dal titolo “L’altra metà del tango”, esempio singolarissimo e straordinario di commistione tra cultura portegna e cultura yiddish. Altro motivo della scelta è rappresentato dal fatto che negli anni di massima popolarità che il Tango raggiunse in Europa, 1920/1930, un giovane tenore di origine italiane si impose ulteriormente all’attenzione di un vasto pubblico internazionale anche per i tanghi a sua firma ed interpretazione: Tito Schipa. “Grazie a questo evento – spiega Sondra Pranzo, presidente di Salentango, l’associazione che ha organizzato questa manifestazione – rileggiamo una pagina della storia meno nota che incrocia il percorso artistico di una grande figura come quella di Tito Schipa. Molti non sanno, infatti, che il tenore leccese era amatissimo in Argentina, dove spesso viaggiava e si esibiva, e ha composto tanghi memorabili e inciso con le maggiori orchestre dell’epoca”.

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