No Tap, nuovo progetto o cambio d’approdo?

Melendugno. I No Tap ribadiscono che il progetto presentato è incompleto, ‘Tap, ribadiscono, non è in grado di presentare un progetto degno di questo nome’.

Melendugno. “Leggiamo in questi giorni della discussione politica sollevata dal caso TAP – fanno sapere dal comitato – e ci chiediamo umilmente se anche il Comitato NO TAP che ormai ha dimestichezza con il problema non possa aiutare i vari interlocutori a riassumere 10 anni di storia del “corridoio sud” per avere una visione più completa e magari prendere le decisioni più lungimiranti. Non abbiamo certo l'ardire di sostituirci al decisore ma pensiamo che dopo 4 anni e più di battaglia possiamo dare informazioni che non sono alla portata di tutti o quanto meno legare insieme gli eventi per un quadro più chiaro. Prima di tutto da questi anni di confronto e dall'incontro del 27 dicembre è palese l'incompetenza del proponente. Ormai è chiaro a tutti che TAP non è stata in grado di presentare un progetto degno di questo nome anche se è stata un ottima promotrice di questo progetto incompleto nelle segrete stanze dei più disparati palazzi del potere. Messo per inciso questo è coerente parlare di cambio di punto d'approdo o di nuovo progetto? A nostro avviso si dovrebbe cercare prima una società seria per la progettazione e la costruzione magari con sede in Italia e non in Svizzera e poi parlare di punti d'approdo. Dopo questo preambolo fastidioso perché non è certo il nostro obiettivo criticare il lavoro altrui cerchiamo di capire a che punto siamo e cosa si può fare a nostro avviso. Attualmente il secondo progetto TAP è in valutazione da parte della commissione VIA regionale che ha un parere tecnico “richiesto ma non vincolante”,parere che comunque nelle mani della Regione Puglia può essere politicamente pesante ed è chiaro che a nostro avviso il parere dovrà essere fortemente negativo verso un progetto carente e mal fatto. La Regione Puglia ha un altra possibilità di esprimersi in maniera vincolante in sede di autorizzazione unica,dove può esplicitare le sue perplessità in relazione al punto d'approdo e anche qui il Comitato sarebbe contento se gli organi preposti si avvalessero di questa possibilità. È qui che i conti non tornano! Nell'accordo internazionale ratificato dalle 2 camere a dicembre scorso è chiaro che il progetto da avvantaggiare è quello “presentato da TAP con approdo nei pressi di Lecce”. Queste poche parole rendono vana qualsiasi discussione su chi e come debba presentare un nuovo progetto o un nuovo punto d'approdo. È abbastanza chiaro che ogni variante non presentata da TAP potrebbe portare alla richiesta di penali esorbitanti. Gli esempi ci sono basta pensare al progetto Castor in Spagna o al rifiuto della stessa TAP in Grecia di variare il tracciato o alle lamentele del premier albanese Edi Rama che si è reso conto che l'accordo stipulato dal suo predecessore relega il suo paese a semplice passaggio per vantaggi altrui. Speriamo che sia chiaro a chi vuole ritagliarsi un ruolo in questa vicenda che la prima cosa da fare per avere libertà di manovra è impugnare l'accordo internazionale che lede i diritti legalmente riconosciuti in materia alla Regione Puglia. Ci viene rinfacciato il fatto di essere critici verso la strategicità dell'opera e ci vengono snocciolati contro numeri senza fonte,previsioni modellistiche,ecc… A febbraio prossimo ci sarà il resoconto – continuano – annuale dei consumi di gas in Italia redatto da Snam Rete Gas,ci sarà un nuovo calo come da 5 anni a questa parte, quest'anno il calo potrebbe essere a 2 cifre e un buon numero dei punti di accesso del gas in Italia verranno chiusi. Speriamo vivamente che i detrattori della nostra posizione trovino numeri e dati che contrastino la nostra visione avvallata da dati veri e non previsti. In virtù di questo a chi voglia intervenire sulla discussione proponiamo di citare le fonti dei dati snocciolati e allo stesso modo chiediamo ai giornalisti di verificare questi dati. Quindi per noi la TAP resta inutile ed è molto più urgente un piano energetico nazionale serio e magari ratificato dalle 2 camere non scritto dalle varie lobby che tenga veramente conto del libero mercato,dell'auto produzione,delle rinnovabili e che l'energia è un bene comune”.

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