Ecotassa, la polemica continua

Bari. L’Anci Puglia chiede al governatore il rinvio al 2015, il comune di Porto Cesareo impone dei distinguo.

Bari. Anci Puglia ribadisce alla Regione la richiesta di proroga dell’entrata in vigore dell’ecotassa al prossimo gennaio 2015. A gennaio alcuni comuni rischieranno una vera e propria stangata poiché l'ecotassa è un balzello aggiuntivo per i comuni con percentuali di raccolta differenziata inferiori al 30%. “Esiste un evidente e reale problema di chiusura del ciclo rifiuti in Puglia – ribadisce Anci – il mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata è un problema grave che Comuni e Regione devono affrontare e risolvere insieme, prendendosi le proprie responsabilità, ma senza ulteriori aggravi di costi per i cittadini. Dal confronto tra i Comuni pugliesi dello scorso 7 ottobre è emersa chiara la posizione dei sindaci per una proroga del tributo, in attesa del completamento della dotazione impiantistica regionale, in considerazione del recente riordino della governance del settore rifiuti (L.R. sui servizi pubblici locali 20 agosto 2012) e del ritardo nell’approvazione del Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani (16 ottobre 2013)”. La proposta Anci è quella di rinvio dell’ecotassa al gennaio 2015 e di previsione di un meccanismo di gradualità per premiare i comuni virtuosi, dando allo stesso tempo possibilità di allinearsi a quelli in ritardo sul fronte della raccolta differenziata. Inoltre, resta fondamentale il completamento degli impianti sul territorio e il rafforzamento della proprietà pubblica degli stessi, anche per consentire a Comuni e Regione, di arrivare insieme a individuare un livello di costi standard del servizio complessivo nella regione. “Troviamo ingiusto e irragionevole che ora – dice il sindaco di Porto Cesareo Salvatore Albano – su un tema così complesso che certamente non dipende solo ed esclusivamente da scelte comunali, si vadano a scaricare tutte le responsabilità sui Sindaci. In tema di Servizio di Raccolta Rifiuti, Le ricordiamo caro Presidente, che la Regione Puglia ha imposto, tramite la Legge n. 24 del 2012, il divieto di indire nuove procedure di evidenza pubblica fuori dagli ARO. E già qui avremmo seri dubbi sulla coerenza di questo articolo di legge regionale alle normative nazionali e comunitarie che mirano, invece, a garantire la concorrenzialità, nonché l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dei servizi pubblici. A causa di questo divieto l’attuale Amministrazione, insediatasi solo nel mese di maggio 2011, non ha potuto procedere né a nuova gara né a una rimodulazione del contratto con l’azienda appaltatrice. L’azienda, infatti, non si è dimostrata favorevole a procedere a una revisione del contratto senza prima risolvere un’insorgenda controversia con l’Ente. Dunque, le esigue risorse umane a disposizione del nostro Comune presenti nell’ufficio Ambiente (praticamente n. 1 istruttore che si occupa anche di lavori pubblici!) hanno dovuto concentrare il proprio tempo sulla procedura transattiva con l’azienda per poter avere con questa rapporti rientranti nei canoni della normalità e sperare di poter in seguito procedere a una revisione/aggiornamento del contratto. E mentre la procedura transattiva è ancora in itinere, soggiaciamo ad un contratto che prevede il solo obbligo del 15% di raccolta differenziata sui quantitativi contrattualizzati (pari a complessivi 8.574,58 tonnellate), mentre i quantitativi totali di rifiuti raccolti nel territorio nel 2012 sono stati pari a 9.104,31 tonnellate. Il contratto in essere con l’attuale azienda risale al 2008 e sarebbe dovuto durare solo 18 mesi, termine entro il quale la gestione del servizio sarebbe dovuta confluire al gestore unico… ed invece sono passati 5 anni!”

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