Nihil sub sole novi (Niente di nuovo sotto il sole)

All'indomani della vittoria di Matteo Renzi, le impressioni sul neo segretario del Partito Democratico

Di Mario Toma Siamo ancora in attesa, dopo una lunga campagna congressuale, e a 3 giorni della sua trionfante elezione a Segretario nazionale del PD, che, Matteo Renzi, ci erudisca sulla sua idea di partito. Non considerando tale a) il salto generazionale impresso nella scelta dei suoi collaboratori; b) la sua polemica con i Sindacati e con la CGIL in particolare; c) il milione di nuovi posti di lavoro promessi; d) la promessa di una riforma elettorale fatta subito e ascoltando tutti (anche Berlusconi?); l'esclusione politica, non solo generazionale, di chi finora proveniva da altre esperienze politiche. Non sono certo queste, né il suo non pronunciarsi sul partito che ha in mente, le premesse migliori per mantenere, come egli dice, il PD a sinistra. C' è, però, un indizio da non trascurare. E' emerso durante il suo incontro (10.12.2013 Repubblica.it) con i gruppi parlamentari del suo partito. Quando ha affermato: ” … L'emozione che sento nasce dalla situazione italiana: qui ci sono 400 persone che possono cambiare l'Italia…”. Questa affermazione, per ora, porta a pensare che il PD sarà un partito di chiara impostazione parlamentare. E il cambiamento sarà affidato, oltre che al suo leader, agli eletti, a 400 persone forti. Una concezione, quella, finora, espressa da Renzi, che mi ha ricordato il pensiero liberale di un eminente meridionalista antifascista, Guido Dorso. Il quale, nel 1943, rivolto alla piccola borghesia intellettuale e delle professioni, diceva “… Da qui (dalle vostre fila) devono uscire 100 UOMINI D'ACCIAIO per assumersi la responsabilità politica di elevare il Mezzogiorno…”. Oggi, i 100 uomini d'acciaio di Dorso, sono diventati i 400 di Renzi. Ma non c'è niente di nuovo sotto il sole… Sempre nel campo del pensiero liberale e dell'individualismo si resta… Dov'è finita ” La Questione Meridionale” di Antonio Gramsci, e dell'alleanza tra ceti produttivi del Nord e del Sud? Dov'è finito “il Partito Nuovo e di massa” di Palmiro Togliatti? Dove sta ” il Piano per il Lavoro” di Giuseppe Di Vittorio? Dov'è la ricca e sofferta elaborazione sulle alleanze e le riforme di struttura di Enrico Berlinguer? E anche il cattolicesimo sociale di Zaccagnini e Moro? Forse hanno ragione quelli che pensano che con Renzi, segretario del PD, non è finito, meritatamente, un gruppo dirigente ex PCI… E' finita l'intera sinistra. Staremo a vedere… pronti a ricrederci. Mah…

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