Caroli: ‘Un tavolo post-emergenza per la Filanto’

Casarano. L'impegno dell’assessore Caroli preso con i lavoratori durante il confronto organizzato dal circolo Sel di Casarano

Casarano. Un tavolo per affrontare la vertenza Filanto fuori dall'emergenza cassintegrazione, per finanziare la formazione e quindi la ricollocazione dei cassintegrati e anche per monitorare l'ingresso di una nuova azienda nel cluster del calzaturificio. È il più importante degli impegni assunti lunedì 9 dicembre a Casarano dall'assessore al lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli nell'incontro organizzato dal circolo locale di Sinistra Ecologia e Libertà che ha visto in prima fila i dirigenti e gli attivisti di Sel insieme ai lavoratori cassintegrati del cluster Filanto. «La storia drammatica di 500 famiglie private della dignità del lavoro – dichiara la coordinatrice cittadina di Sel, Patrizia Cristaldi – si è finora compiuta nell'indifferenza generale, contro la quale la buona politica ha cercato di combattere» Un plauso agli sforzi organizzativi e politici del circolo di Casarano è stato rivolto dal consigliere regionale di Sel, Antonio Galati, assente all'incontro per precedenti impegni istituzionali. «La vertenza Filanto è fra le più complesse e intricate del territorio salentino – sottolinea Galati – eppure in ogni momento i lavoratori hanno potuto contare su un partito che nelle sue diverse articolazioni ha saputo veicolare le istanze del territorio verso le istituzioni: è anche questo il compito della politica, che non toglie spazio a ruolo ad altri soggetti come il sindacato» Al centro del dibattito, che ha rappresentato la prima iniziativa effettuata nella nuova sede del circolo Sel in via Vecchia Matino, c'è stato però soprattutto la firma ormai imminente della cassa integrazione straordinaria, che il Ministero del Lavoro ha fatto sapere di voler accordare a tutte le cinque aziende del cluster Filanto (oltre alla casa madre, anche per la Italiana Pellami, la Labor, la Tecnosuole e la Zodiaco). «Il sostegno al reddito rappresenta un diritto inalienabile – ha sottolineato il dirigente provinciale di Sel Sergio Tolomeo – Ma occorre guardare oltre la fase di emergenza e individuare nel lungo periodo un piano di riqualificazione e ricollocazione per rivitalizzare il territorio. Ad esempio una quota di lavoratori, per quanto modesta, potrebbe essere reintegrata in altri settori ad “occupabilità emergente” ed in attività quali il ciclo completo dei rifiuti» I lavoratori presenti (circa una 70ina) hanno dimostrato apprezzamento per l'idea di un processo che porti alcune maestranze a lavorare in nuovi settori produttivi: un'ipotesi perseguibile anche grazie alla collaborazione tra diversi settori della Giunta regionale. «Mi farò promotore di una collaborazione fra assessorati e mi impegno a convocare un tavolo regionale sulla vertenza Filanto – assicura l'assessore regionale al lavoro Leo Caroli – La Regione Puglia intende, infatti, cofinanziare la formazione professionale, la ristrutturazione aziendale e la riqualificazione del lavoro, evitando gli errori delle soluzioni maturate in passato. Tuttavia va evidenziato – rimarca l'assessore – come lo sforzo regionale sulla dote occupazionale non trovi sponda adeguata nel Governo nazionale, che non ha ancora varato una norma sul reddito minimo garantito legato a lavori di pubblica utilità» L'assessore Caroli ha ricostruito nella questione Filanto ripercorrendone le tappe principali che lo hanno visto interlocutore attento e vigile: la richiesta di cassa integrazione presentata per cessata attività da tre delle cinque aziende del cluster, la richiesta di cassa integrazione per crisi presentata delle restanti due, il patto transattivo siglato ad agosto che copre solo una parte del debito che l'azienda ha contratto con i lavoratori, l'ipotesi di reindustrializzazione con l'ingresso di una sesta azienda, gli incontri congiunti fra i portatori di interesse e le sollecitazioni presso il Ministero del Lavoro, giunte finalmente in vista di esito positivo. «Ora però dobbiamo essere attenti e lungimiranti – prosegue Caroli – E dobbiamo favorire la reindustrializzazione delle aziende per conservare e proteggere un “saper fare” che costituisce un patrimonio locale di inestimabile valore. Tutto questo va affrontato – aggiunge l'assessore regionale – senza mai dimenticare che la vicenda Filanto si inserisce, infatti, in uno scenario europeo in cui la globalizzazione economica ha drogato il sistema, impedendo una contestuale globalizzazione dei diritti e legalizzando fenomeni di sfruttamento, degrado, perdita del lavoro. Il contrasto alla delocalizzazione incontrollata rappresenta un nodo cruciale delle prossime elezioni europee: in Europa – conclude l'esponente di Sel – occorre portare la cultura dell’ambiente, dei diritti, del lavoro»

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