RES, il trekking formato Salento

//L'INTERVISTA. La nuova stagione di Avanguardie propone la scoperta del Salento meno conosciuto, per una terra fatta per camminare tutto l’anno

di Valentina Isernia //L'INTERVISTA Scoprire un territorio, esplorarlo, carpirne i segreti per viverlo al meglio. Lo studio Avanguardie organizza da anni e con successo stagioni di trekking lungo percorsi mozzafiato del Salento, “terra che sembra essere fatta apposta per essere “camminata” tutto l'anno. Terra in grado di emozionare, di stupire e non solo grazie alle sue bellezze. Quest'anno Avanguardie propone, infatti, una stagione intitolata “RES”, una parola dai mille volte e significati, per sottolineare la ricerca di quell'entità naturale e soprannaturale che protegge una terra, quel genius loci che va oltre la bellezza e il paesaggio e si nasconde nella storia e nella tradizione di cui è ricco il Salento. Avanguardie, ci spiega di seguito qual è la propria mission e chi sono i “camminatori” salentini. Come nasce “Avanguardie”? Abbiamo sempre camminato per passione, per il gusto di vedere luoghi e scoprire situazioni, per cercare risposte alle nostre curiosità. Lungo il nostro percorso formativo abbiamo scelto poi di studiare materie legate all’ambiente (scienze biologiche e scienze naturali), di fare speleologia e di seguire corsi di formazione per diventare guide e accompagnatori. Il passaggio successivo è stata l’apertura di una ditta e la sfida (a noi stessi in primo luogo) di vivere di turismo e didattica. Sfida – ad oggi – riuscita! Ci chiediamo chi siano i 'camminatori'. C'è un 'Identikit' del camminatore tipo? Abbiamo due tipologie di camminatori. I camminatori “della domenica”, sono generalmente salentini curiosi, attenti all’ambiente e innamorate della loro terra. Saltuariamente ospitiamo anche camminatori non residenti e queste presenze arricchiscono tutto il gruppo. Ci sono poi i camminatori che arrivano in gruppo da fuori. Sono camminatori abituali alla ricerca di nuove mete. Ed il Salento soddisfa entrambi. Quali sono i percorsi più gettonati, lo scorcio più bello del Salento e quello più suggestivo ma sconosciuto ai più? Porto Selvaggio è una carta vincente tutto l’anno, giorno e notte. La baia delle Orte offre sicuramente uno scorcio di una bellezza incredibile (e saremo da quelle parti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno con una passeggiata notturna sotto le stelle) Un posto poco noto ma estremamente suggestivo si trova nel comune di Scorrano, dove esistono ancora boschi che ci fanno immaginare cosa fosse il Salento nel passato quando era rivestito dall’ombra delle quercete. Il nostro e trekking che passa da quelle parti si intitola, non a caso “I boschi delle favole esistono”. La nuova stagione 2013/2014 si intitola “RES”, come mai questa scelta? Ogni luogo è abitato da un genius loci che ne interpreta la storia ed il carattere. Cercando, immaginando e fantasticando su ciò che rende unico ogni territorio, non abbiamo voluto sottolineare né la bellezza né la componente naturalistica che fanno del Salento un gioiello italiano dotato di una sua autonomia paesaggistica e culturale. Abbiamo invece cercato nei fatti, negli episodi più o meno storici e abbiamo provato a prendere per un verso nuovo i percorsi noti come quelli che proponiamo per la prima volta. Così Porto selvaggio, con cui inizia praticamente da sempre il calendario di Avanguardie, diventa “Porto selvaggio. La questione”, “San Pancrazio salentino. La circostanza”, “Acquaviva. Il fatto”e “Muro Leccese. Il motivo”. La sottolineatura non è casuale ma ricorrente, per specificare il carattere del tema di ogni trekking declinando i numerosi significati della parola RES, titolo dell'intera rassegna del nostro camminare tra ottobre 2013 e maggio 2014 Il tema del prossimo appuntamento, domani, è “Cardigliano. Il contenuto”. Qualche piccola anticipazione? Cardigliano è uno spazio magico racchiuso nel sud Salento, lontano dal mare, lontano dalla città, lontano dalla quotidianità della maggior parte di noi. Eppure è denso di storia. Una specchia, un menhir, un villaggio agricolo di recente recuperato a nuova vita e tante casette che con le loro peculiari coperture ci parlano del clima di ieri. Se anche voi del Tacco siete curiosi come noi, vi aspettiamo a Cardigliano (e non solo)!

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