Copagri, sugli ulivi attenzione alta

Lecce. Copagri torna sulla vicenda ulivi ed avverte: ‘teniamo alta la soglia dell’attenzione ma occorre dare risposte non allarmismi’

Lecce. “Bisogna imparare ad affrontare le questioni importanti senza la smania dell’allarmismo. Non è possibile trattare situazioni complesse come la cosiddetta moria degli ulivi solo in termini di emergenza. Non si tratta di episodi di cronaca, ma di eventi connessi alla natura e all’ambiente, argomenti, quindi, che nessuno conosce meglio degli agricoltori e dei produttori”. Così Fabio Ingrosso di Copagri. “Purtroppo – continua – la vicenda è stata affrontata nel peggiore dei modi, con un clamore allarmistico che ha gettato nel panico gli operatori agricoli e nel caos l’intero settore, arrivando, addirittura, a paventare l’ipotesi terrificante dell’abbattimento delle piante. Dopo aver speso anni e risorse a livello nazionale e internazionale per sradicare la cultura tradizionale della raccolta delle olive con il progetto teso al miglioramento qualitativo dell’olio, adesso qualcuno pensa di poter sradicare gli alberi stessi da cui si trae un vitale sostentamento. Occorre cambiare rotta. Quella fin qui seguita ha provocato tensione tra i produttori e confusione tra i consumatori, determinando guerre tra territori “sani” e il Salento “malato””. “Esorto – conclude – pertanto, gli operatori del settore, i rappresentanti istituzionali e gli organi di informazione ad uscire dal ghetto dell’allarmismo e ad affrontare la piazza del confronto sereno, ma efficace sulla delicata questione, mantenendo alta l’attenzione su una problematica di vitale importanza per l’economia del nostro territorio, problematica che mi pare si sia inabissata inspiegabilmente negli ultimi giorni. La storia della xylella fastidiosa, torno a ripetere, non può essere derubricata come un fatto di cronaca che tiene i riflettori puntati addosso finché suscita emozione”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!