Buongiorno Taranto, l’Ex-Fadda, e un altro racconto possibile

Taranto. Si è svolta venerdì una festa per sostenere il film documentario di produzioni dal basso

di Simona Palese Foto di Dino Maglie, XFoto Taranto. “Taranto libera! Taranto libera!” E’ questa la richiesta che viene urlata durante i cortei che si snodano per le strade della città. È questa la frase che vola di bocca in bocca nel promo del film “Buongiorno Taranto”. Ma libera da cosa? Dai veleni? Dall’ILVA? Dalla disoccupazione? Dal ricatto? Di questa complessità si fa carico Paolo Pisanelli, regista del film realizzato insieme agli abitanti della città. Le riprese sono iniziate a luglio 2012, anche grazie al finanziamento di 20mila euro di Apulia Film Commission. Ora si è nella fase di post produzione, e per completarla servono 5mila euro. Buongiorno Taranto è una produzione dal basso, quindi ha bisogno di un contributo collettivo, attraverso il cosiddetto sistema di crowdfounding. Sono state cioè create 500 quote da 10 euro, ognuno può andare sul sito (www.buongiornotaranto.it) comprarne quante ne vuole, o può. Intanto in giro per la Puglia si moltiplicano le iniziative organizzate a sostegno della realizzazione del film.

Buongiorno Taranto, l’Ex-Fadda, e un altro racconto possibile

Venerdì i ragazzi di Buongiorno Taranto sono stati ospiti dell’Ex-Fadda di San Vito dei Normanni, uno spazio in provincia di Brindisi che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento imprescindibile dell’innovazione sociale pugliese. I ragazzi dell’EX-Fadda, infatti, sanno cosa significa realizzare a mille mani il cambiamento, produrre valore per il territorio, dare voce alle realtà che spesso rimangono inascoltate o incastrate nell’alveo troppo ampio del “ma tanto cosa posso fare io?”. Questo luogo si sviluppa su 3mila metri quadrati e nasce come stabilimento enologico, diventa per un periodo deposito dei mezzi della nettezza urbana (e discarica abusiva) per poi tornare alla luce grazie alla riqualificazione realizzata da una cordata di associazioni, aziende, volontari attivi nel campo della cultura, della comunicazione, del sociale. Uno spazio meraviglioso, di assoluto pregio architettonico, con volte a spigolo e coperture a capriate lignee. Ci vive quotidianamente una rete sociale e di lavoro: un collettivo fotografico, una scuola di scherma, un asilo, un ristorante che è un progetto di inserimento lavorativo per disabili, una scuola di parkour, un teatro, un laboratorio di performing arts, uno spazio per il mercatino delle signore del paese.

Buongiorno Taranto, l’Ex-Fadda, e un altro racconto possibile

In questo contesto si è svolta venerdì la festa con cena, concerto, mostra fotografica e dibattito aperto, dedicata al sostegno per Buongiorno Taranto. C’erano più di cento ospiti che sono diventati così produttori dal basso. Presenti anche la cooperativa sociale Big Sur e Officina Visioni, produttori del film. E c’era un emozionato regista, fiero e sorpreso del movimento che si è creato intorno al progetto di questo documentario, che in questi mesi è stato in grado anche di aggregare e raccontare la parte più bella di Taranto, fatta di tante realtà che nella città producono cultura, innovazione, arte. “Siamo tutti tarantini”, è un po’ questo il filo conduttore del lavoro, il senso vero e profondo che rende già collettiva questa produzione dal basso. Perché raccoglie e accoglie le voci di chi non ci sta al racconto di una Taranto solo vittima, all’immagine di una Taranto tutta collusa. Alla semplificazione di chi vorrebbe tutti contro l’ILVA, o di chi dice che i tarantini non capiscono che va chiusa perché di Ilva ci muoiono. E soprattutto è un lavoro che vuole dire a tutti che la questione non è solo tarantina, non è solo di chi le polveri rosse se le ritrova sul balcone ogni mattina, di chi ha perso il lavoro, o di chi ha perso la speranza di uscire in qualunque modo da questo pantano. La questione è italiana, europea, è di chi si interroga su quale sia il modello economico, industriale, produttivo, sociale che dobbiamo mettere al centro del nostro impegno per non venire schiacciati dal ricatto politico che vuole farci credere che scegliere tra il lavoro e la salute, tra i diritti e la dignità, sia l’unica via possibile. Per sostenere il progetto : http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2340.html http://www.buongiornotaranto.it/web/sostieni.php

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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