Utoya racconta il sottosuolo della storia

 

Lecce. Nuovi luoghi virtuali di espressione politica. Presentazione della nuova piattaforma Utoya.Lep

È on line www.associazioneutoya.it il sito internet di di Utoya.Lep, un laboratorio per una rinnovata cultura politica a livello locale, nazionale e internazionale, che sarà presentato ufficialmente sabato 30 novembre alle ore 18 presso la Chiesa di San Sebastiano in vico dei Sotterranei a Lecce. Il nome della nuova associazione rende omaggio all’isola norvegese di Utoya, dove nel luglio 2011 l’estremista xenofobo Anders Breivik uccise 69 persone, in gran parte giovanissime, che stavano partecipando ad un meeting della Lega dei Giovani Lavoratori, movimento giovanile affiliato al locale Partito Laburista. Breivik li ritenne “colpevoli” di promuovere la pace, il multiculturalismo e l’integrazione fra i popoli attraverso il loro impegno politico. “Utoya è per noi un “luogo di ispirazione” dal quale ripartire per intercettare altri luoghi di espressione politica, capaci di dare nuova linfa alla democrazia e rafforzare quella sottilissima crosta di civiltà sulla quale le società camminano. Riportare le persone all’impegno sulle idee: questo il nostro principale obiettivo”, spiegano i soci fondatori Fausto Pizzolante, Andrea Serra, Roberto Molentino e Matteo Pagliara. “Vogliamo rinnovare la cultura politica del nostro Paese e favorire l’analisi, la riflessione, la ricerca e la partecipazione democratica su temi di pubblico interesse, promuovendo e sostenendo idee e progetti innovativi. Per questo siamo alla ricerca dei lep, ossia di quei luoghi che esprimono un’esigenza di partecipazione democratica, luoghi fisici o ideali dove la democrazia può rigenerarsi. Anche il nostro sito web è pensato come un “luogo di espressione politica”, aperto al contributo di tutti coloro che vogliono condividere una riflessione, un ragionamento propositivo, un’idea innovativa”. Il sito internet contiene anche una piattaforma di crowdfunding dedicato alla riflessione politica e alla promozione dell’impegno democratico. Gli utenti del sito potranno così accedere al finanziamento collettivo per sostenere idee e progetti per promuovere una rinnovata cultura politica. “In un momento in cui tanto si discute dei costi della politica e sotto i riflettori finiscono solo gli abusi e gli sprechi”, proseguono i soci fondatori “crediamo sia importante avviare una controtendenza, dimostrando l’enorme valore di un sano investimento nella democrazia e nella partecipazione democratica, punti fondamentali di un rinnovamento complessivo della società italiana, europea e globale”. Inoltre è stata lanciata la prima Call diretta sul tema delle politiche di genere. “La call (invito a presentare proposte) è lo strumento attraverso cui l’associazione richiede contributi di idee su tematiche di interesse locale, nazionale ed internazionale”, spiegano. “Alle nostre call può rispondere chiunque intenda fornire un proprio contributo qualificato per supportare una discussione e lanciare proposte concrete al mondo politico ed istituzionale. Le call sono rivolte a persone in possesso di competenze esperienziali o professionali sulle tematiche trattate (ad esempio: ricercatori e docenti universitari, amministratori di enti pubblici o privati, esponenti politici, operatori culturali, giornalisti protagonisti del mondo associativo). I contributi potranno essere richiesti o presentati con le modalità che di volta in volta saranno prescelte (articolo, filmato, report fotografico, appello pubblico, etc.)”. La serata sarà anche l’occasione per presentare “Altritudini”, romanzo di Roberto Molentino e prima pubblicazione di Utoya.lep. Il romanzo sarà presto disponibile in formato cartaceo e ebook. “Questo libro è un vero e proprio inno alle “altritudini”, un’opera nella quale ho cercato di miscelare le vicende di Utoya con i miei dieci anni di militanza anti-razzista, mettendo in prosa la parte migliore dei temi e delle suggestioni che ho sviluppato grazie allo studio, la ricerca e l’incontro con le persone, soprattutto bambini, fondando insieme a loro piccoli “popoli di quel giorno”, fugaci “Repubbliche del pensiero creativo”, sottolinea Molentino nella introduzione. “Utoya ci ha ricordato che il sottosuolo della storia è ancora pulsante di terribili forme di intolleranza, di violenza pronta a deflagrare, e che quella crosta di civiltà sulla quale camminiamo è troppo sottile per sentirci al sicuro”.

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