TAP: il 'no' della Provincia di Lecce

Lecce. Nuova riunione del Consiglio a Palazzo dei Celestini. All'unanimità (con due astenuti PD) l'Ente boccia il gasdotto

Questa mattina il Consiglio provinciale ha affrontato la discussione relativa alla Trans Adriatic Pipeline (Tap), prendendo atto della relazione predisposta dal gruppo di lavoro costituito da tecnici dei Servizi Ambiente, Turismo e Programmazione strategica della Provincia, coordinati dal professore dell’Università del Salento Alberto Basset. La relazione sarà invita a breve alla Regione Puglia, quale primo contributo alle attività di competenza regionale, e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per le procedure di competenza. Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone nel suo intervento ha rimarcato “come la Provincia non abbia mai fatto finta di non vedere o trattare un progetto, portato alla sua attenzione solo nel settembre scorso. La Regione Puglia, invece, ha ritenuto prendere contezza della questione solo pochi giorni addietro, avviando una serie di incontri sul territorio. Questo Ente ha da subito avviato una fase di confronto con i sindaci, attenta com’è alla volontà delle realtà locali per capire in che maniera supportare i Comuni. E’ evidente che gli approfondimenti che si evidenziano in questa relazione non possono farci dire si a questa opera per come ci è stata presentata. Non emergono le condizioni di tranquillità che il territorio richiede, con diverse zone d’ombra presenti. Non siamo messi in condizione di poter dire si a questa infrastruttura; non esiste poi un termine di paragone che sia chiaro che quello è il miglior sito per la realizzazione del gasdotto”. Gabellone ha proseguito: “Ci siamo sforzati di dare responsabilità a questa amministrazione, nonostante il soggetto deputato a farlo, la Regione nello specifico, stia colpevolmente iniziando solo ora, a giochi nazionali e internazionali fatti, un lavoro di ascolto, da noi attivato lo scorso settembre. E’ un motivo di condanna ulteriore ad una Regione che ha dimostrato un ruolo ondivago e non utile a fare gli interessi del territorio. Siamo stati la prima amministrazione ad aver attivato in maniera concreta un’azione giudiziaria contro Ilva e Cerano, siamo stati i primi a chiudere la Coopersalento. Questa è la realtà dei fatti”. “Noi intendiamo difendere il territorio. Diremo ‘no’ a tutti quei progetti che prevedono attraversamenti invasivi sul territorio, senza che ci sia chiarezza e certezza delle ricadute negative”, ha concluso il presidente Gabellone. E infatti nel deliberato finale di contrarietà all’opera il presidente ha inserito, presentando un suo emendamento, il seguente testo: “Il Consiglio esprime il proprio parere sfavorevole a qualunque insediamento e progetto che, come quello di Tap, preveda sul territorio salentino strutture invasive, che non siano supportate da studi e approfondimenti tecnico-scientifici che ne dimostrino con chiarezza estrema l’inidoneità a danneggiare sotto ogni profilo l’ambiente e la popolazione della provincia di Lecce”. Il consiglio ha approvato il testo emendato da Gabellone e il “no” all’insediamento a San Foca con 21 favorevoli e solo 2 astenuti (il gruppo Pd), senza alcun voto contrario.

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