A teatro con mamma e papà

Novoli. Al via oggi la rassegna domenicale ‘Ci vuole un fiore a teatro con mamma e papà’, il teatro per i più piccini, in scena le favole di sempre

di Valentina Isernia Novoli. “Nei pressi di una grande foresta viveva un povero taglialegna con sua moglie e i suoi due bambini. Il ragazzo si chiamava Hänsel e la bambina Gretel. ” Come giungeranno i due fratellini della celebre fiaba dei fratelli Grimm nella casetta di dolci nel bosco? Ce lo racconta, con la regia di Michelangelo Campanale, il Crest di Taranto che oggi inaugurerà, presso il teatro Comunale di Novoli, la rassegna domenicale “Ci vuole un fiore a teatro con mamma e papà”: otto spettacoli di alcune delle più interessanti formazioni del teatro ragazzi italiano per affrontare un viaggio nelle favole e nei generi del teatro. E il nome della rassegna non lascia dubbi sulla sua mission: riunire le famiglie, a teatro. Se dalla sua antica nascita il teatro ha rappresentato uno dei momenti più importanti di condivisione e di incontro, non poteva che diventare lo strumento ideale per rivivere la domenica di non tanto tempo fa: quel giorno della settimana che profuma di vacanza e del pranzo “speciale”, di momenti da ricordare e passare assieme; quella impercettibile magia che accompagna il risveglio di tutti, quasi un rituale che forse oggi ha smarrito il suo significato. Il teatro si intrufola nella routine leggera ma anche un po' insignificante delle domeniche moderne, trascorse forse un po' troppo davanti al computer, nuova ricompensa dalle fatiche della settimana, e troppo poco con le persone. Vogliamo immaginarli in tanti, dunque, i bambini che questo pomeriggio, accompagnati da mamma e papà si guarderanno attorno trepidanti, nel lieve e ovattato mormorio della sala, in attesa che si alzi il sipario e vengano trasportati in un altro mondo; ci aspettiamo che siano tante le buffe domande sulla storia e sui personaggi pronte a mettere in crisi e a divertire i genitori che lì, al loro fianco, saranno guida e al tempo stesso spettatori…perché si sa, c'è sempre voglia di tornare un po' bambini

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