Vittorio Colitti chiede il conto allo stato

Lecce. Il giovane ha chiesto oltre 500 mila euro di risarcimento per la detenzione di 14 mesi, 5 anni fa fu accusato dell’omicidio Basile, poi assolto

Lecce. 500 milioni di euro come risarcimento per una detenzione ingiusta. È quanto stato chiesto allo stato da Vittorio Colitti il giovane 23enne di Ugento rimasto in carcere per quattordici mesi con l'accusa di avere ucciso cinque anni fa in concorso con suo nonno, il consigliere comunale dell'Idv Peppino Basile. Ricordiamo che Peppino Basile venne assassinato a coltellate la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008 ad Ugento, davanti alla sua abitazione. I giovane, che in quel periodo era minorenne, è stato assolto con formula piena e ora che la sentenza è diventata definitiva, ha chiesto il conto per la detenzione subita ingiustamente. “L'auspicio – commenta il legale, l'avvocato Francesca Conte – è che il risarcimento possa in qualche maniera lenire il dolore e le pene subite da lui e dai suoi familiari. Si è trattato di un clamoroso errore giudiziario – aggiunge – che ha lasciato una ferita difficilmente sanabile nel mio assistito con un danno biologico residuo attestato pari al 35% con gravi ripercussioni anche sull'aspetto economico della famiglia”.

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