Abusivismo, le ruspe della Procura

Porto Cesareo. A breve saranno abbattute 220 abitazioni abusive. I proprietari lo faranno a spese proprie per non incorrere in ulteriori sanzioni

Di Carla Falcone Porto Cesareo. Nell’area protetta di Porto Cesareo saranno circa 220 le abitazioni abusive che, a breve, verranno abbattute. Una piaga che dagli anni ’70 sta affliggendo le nostre coste, quando cioè la casa al mare era un must per molti: la voglia di possederla ha fatto calpestare e aggirare la legge e oggi a trenta e passa anni di distanza lo Stato è arrivato, in alcuni casi con le ruspe, a distruggere quello che non doveva esserci. Se Porto Cesareo era la maglia nera della Puglia per le casette disseminate in aree di pregio oggi registra un’inversione di tendenza, grazie alle aree protette e la campagna di sensibilizzazione che ha condotto ad una coscienza più ecologista. Mimmo Buccolieri, esponente di Legambiente Porto Cesareo, evidenzia le criticità di quegli anni, quando cioè chiunque avesse un pezzo di terreno sul mare nottetempo costruiva una casetta e poi Enel, paradosso nel paradosso, allacciava la corrente elettrica. “Oggi per fortuna – spiega Buccolieri – non è più così, si sta cambiando l’atteggiamento verso questo genere di reati”. Nel marasma di quegli anni tutti erano convinti che una qualsiasi sanatoria avrebbe fatto passare in cavalleria l’abusivismo. Per fortuna non è così: qualche settimana fa la Procura di Lecce ha cominciato con le opere di demolizione, in accordo con il proprietario, sono stati smontati gli infissi e altro materiale che poteva essere riutilizzato. Una concessione che la Procura decide di fare, un modo per venire incontro con il proprietario dell’immobile abusivo. Un ulteriore passo avanti è stato anche fatto in questo senso dando la possibilità al proprietario di abbattere da solo l’opera, non incorrendo nella morosità altrimenti applicata dallo Stato, pari a circa 30 mila euro. “Questo significa oggi – commenta Buccolieri – farsi un mutuo per poter abbattere l’immobile fuori legge, è un modo economico sia per lo stato che non dovrà attingere ai fondi – che per altro non sono tantissimi – per combattere l’abusivismo ma anche per il proprietario che non subirà un ulteriore aggravio”. Ma se prima il trend era la casa al mare oggi il top è la villetta stile hollywoodiano tra gli ulivi salentini, ovviamente il tutto completamente abusivo e abilmente celato dalle fronde degli alberi. Ma anche qui le cose stanno prendendo una brutta piega per gli specialisti dell’abusivismo: la Guardia di Finanza oltre all’utilizzo delle fotografie aree – molto utili – utilizza anche dei droni, aggeggi telecomandati che fanno in modo di scovare le neoabitazioni sorte dalla sera alla mattina. Sono dotati di radiocomando a terra con monitor visualizzante in diretta le immagini ritratte, in grado di volare ad un altezza di 150 metri (aventi quindi un raggio di azione di 1,5 km), dotati di 10 minuti di autonomia e capaci di effettuare fotografie in rapidissima frequenza e di qualità eccellente, nonché riprese video. I droni

I droni sono anche dotati di sistema GPS con rilevazione delle coordinate geografiche, molto utile, ad esempio, per stanare eventuali cantieri abusivi difficilmente percepibili circolando in strada. Diverse le fotografie che potranno tornare utili alle diverse indagini in corso, in diversi campi: strutture precarie non smontate, abusi edilizi, modificazioni di dune, occupazioni di suolo demaniale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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