Donne e madri, se ne parla in un convegno

Lecce. Aumentano in Puglia le dimissioni volontarie per maternità, se ne parla in un seminario

Lecce. Dimissioni volontarie delle lavoratrici madri se ne discuterà in un convegno a Lecce nella Sala del Rettorato dell’Università del Salento in piazza Tancredi. Il seminario è promosso dalla Consigliera di Parità della Regione Puglia, dalla Direzione Regionale del Lavoro di Puglia e dall’Università del Salento, in collaborazione con Regione Puglia Assessorato al Welfare, le Consigliere di Parità della Provincia di Lecce e Brindisi e con il patrocinio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Lecce e dell’Ordine degli Avvocati di Lecce. Dopo i saluti della delegata del Rettore Marisa Forcina, della Consigliera di Parità Regionale e dei Presidenti degli Ordini Antonio Lezzi (Ordine Consulenti del Lavoro), Raffaele Fatano (Ordine Avvocati), il Seminario affronterà gli argomenti in oggetto articolandosi in due sessioni. I dati pugliesi descrivono un fenomeno in rapida ascesa visto che si passa da 666 dimissioni confermate presso gli uffici regionali del lavoro nell’aprile del 2009 a 1014 dimissioni nel 2012. Se si dovesse descrivere sinteticamente la tipologia di donne dimissionarie in Puglia si otterrebbe il modello di una giovane donna, dai 25 ai 35 anni, che lavora nel settore dei servizi e del commercio e che è stata assunta, in prevalenza con un contratto a tempo indeterminato, in un periodo che va da uno ai cinque anni precedenti alla data delle dimissioni. Questa donna ha in prevalenza un figlio (nel 44% dei casi) oppure 2 (41%). Il dato comune che emerge con maggiore evidenza è che l’impresa in cui lavorava questa donna è una piccola impresa con meno di 15 dipendenti (72% dei casi). La decisione delle dimissioni scaturirebbe da un molteplicità di cause che riguardano: per quanto concerne la sfera economica, la comparazione fra i costi dei servizi di cura con il reddito percepito; per la sfera sociale, la disponibilità del gruppo familiare di riferimento a condividere il carico di cura; per la sfera culturale, il ruolo dell’identità di madre in conflitto con il ruolo di donna lavoratrice.

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